Intervista a Beatrice - Come è stato vivere tra quarantena e l'università?

Intervista a Beatrice – Come è stato vivere quarantena e università?

Intervista a Beatrice, 25 anni, studentessa di amministrazione e controllo aziendale, Economia

Intervista a Beatrice - Come è stato vivere tra quarantena e l'università?
Beatrice

Come hai vissuto il periodo della didattica e degli esami a distanza?

Onestamente, molto bene. Nella mia università i professori caricavano le lezioni e le lasciavano sul sito, quindi potevi ascoltarle o vederle in qualsiasi momento della giornata. Per quanto riguarda gli esami, invece, dipende. Gli esami orali li ho trovati molto semplici ed essendo a casa, mi sono sentita molto più a mio agio.  Negli esami scritti invece, alcuni professori hanno tolto l’opzione di poter tornare indietro, questo significa che una volta data una risposta non potevi più rileggerla.

Se potessi scegliere, sceglieresti di seguire le lezioni online o di tornare all’università?

Da una parte mi piacerebbe tornare all’università per l’atmosfera che c’è, ma soprattutto per poter stare insieme ai miei compagni. Dall’altra parte però, devo dire che mi sono trovata a mio agio con le lezioni online perché erano caricate sul sito e potevo vederle in qualsiasi momento. Ricordo che durante la quarantena, le vedevo la sera perché il pomeriggio non avevo voglia oppure ero stanca. Opterei quindi più per le lezioni online.

Cosa ne pensi del ritorno in aula con le mascherine?

Sarà sicuramente stranissimo pensare di dover andare all’università con la mascherina. Inoltre, non so quanto le regole del distanziamento sociale e dell’obbligo della mascherina possano valere a lungo termine. L’idea è certamente valida, ma potrebbe finire nella confusione più totale.

In questo periodo particolare cosa significa per te cominciare un nuovo anno accademico?

Io sono una laureanda, quindi per me questo è stato il mio ultimo anno accademico. Penso però al fatto che ci potrebbe essere la possibilità di laurearmi in via telematica, e questa è una cosa che mi dispiacerebbe tantissimo, perché non ci sarebbe l’atmosfera universitaria. Quando ci si laurea, si passa da un momento in cui sei uno studente ad un momento in cui non lo sei più, quindi non dovrai più andare all’università, non dovrai più fare esami e non dovrai più scrivere una tesi. Fare un passo così importante tramite un computer, senza neanche stringere la mano ai professori credo sia molto triste.

In questo periodo ti è mancata la vita universitaria, rapporto con i colleghi e professori?

Sì, tantissimo. Sono molto triste poiché è il mio ultimo anno di università e non me lo sono goduto appieno. Non ho avuto la possibilità di stare a contatto con i miei colleghi; per quanto riguarda invece i professori ammetto che non hai mai avuto grandi rapporti.

Che influenza ha avuto e continua ad avere l’università nella tua vita?

La vita universitaria per me ha avuto un’influenza importantissima, perché mi ha portato a crescere tanto, a fare nuove amicizie, tante esperienze come quella di trasferirmi in una nuova città dove non conoscevo nessuno, vivere con delle coinquiline, avere la mia indipendenza e ad essere più matura. In questo momento della mia vita però, non ha più così tanta influenza perché ho iniziato a lavorare e sono nella fase finale della vita universitaria.

Intervista di

Isabella Amicuzi

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