Libri come… “Un mondo migliore”

L’Icaria di Uwe Timm raccontata alla redazione di The Serendipity

Giunge nuovamente sul mercato editoriale italiano Uwe Timm con il suo romanzo “Un mondo migliore”, presentato alla festa del libro, domenica 17 Marzo presso l’auditorium parco della musica. Romanzo multiforme e polifonico, in cui alcune prospettive vengono volontariamente rovesciate dall’autore tedesco.

Si presenta come un collage di annotazioni di diario, trascrizioni di registrazioni e narrazioni vere e proprie. Inizialmente il lettore si sente alquanto disorientato. In ogni frammento del romanzo la realtà storica, dell’occupazione americana della Germania postbellica, viene narrata da un nuovo punto di vista. Pagina dopo pagina riusciamo a recuperare le trame della narrazione scavando e ricostruendo la biografia di Alfred Ploetz, teorico dell’eugenetica e della purezza della razza ariana. Ma non si tratta affatto di una biografia, perché a parlare non è Ploetz, ma l’amico di gioventù, un sindacalista e socialdemocratico perseguitato durante il terzo Reich.

A questi punti di vista si sovrappone quello del liberatore, un soldato americano di origine tedesca che si arruola per liberare la Germania dal nazismo. Si tratta di una nuova narrazione utile a ricucire i punti di vista, le ragioni dei carnefici e delle vittime e riporta in auge l’annosa questione dell’eugenetica, traballante fra utopia e distopia. Si può davvero tentare di migliorare l’umanità ignorando l’uomo, in quanto essere mortale e imperfetto? Uwe Timm ci propone la sua narrazione, una narrazione della generazione dopo Auschwitz, della generazione che ha combattuto contro l’autorità paterna, padri che hanno creduto nel mito della razza e che hanno accettato che i figli morissero in guerra per questo ideale “mondo migliore”.

Uwe Timm
Iniziamo dal titolo del romanzo che in tedesco è Ikarien, mentre in italiano è stato reso con “Un mondo migliore”. Icaria è un luogo molto importante nel romanzo, è l’isola in cui i due giovani protagonisti, Alfred Ploetz e l’amico, approdano in cerca di un mondo utopico. Questa resa del titolo nell’ edizione italiana è stata concordata con il traduttore?

C’è stata una lunga discussione con l’editore Sellerio e con il traduttore e si è pensato che il titolo “Icaria” non avrebbe avuto la giusta risonanza sul pubblico italiano. Questo è il sesto romanzo che viene tradotto in italiano e mi sono affidato sempre allo stesso traduttore, con il quale ho un ottimo rapporto e siamo costantemente in contatto. Il termine Icaria, certamente, nasconde dietro di sé il mito di Icaro e poi in seguito il saggio di Cabet su questa società utopica di uguali che viene fondata nel Nuovo Mondo. Ma in realtà anche in tedesco la gran parte dei lettori non sanno di cosa si tratta e lo scoprono leggendo il romanzo. Però alla fine mi sono affidato alla decisione dell’editore e del traduttore che hanno pensato di dare al romanzo un titolo che dicesse immediatamente qualcosa al lettore.

Durante il secondo viaggio in America Wagner visita una seconda comune “Amana”. Mentre “Icaria” è diventata nel corso del tempo un luogo distopico, un luogo in cui dominano interessi piccolo borghesi, “Amana” sembra essere realmente la società ideale in cui è la religione a svolgere la funzione di collante fra gli abitanti. Pensa che la religione svolga ancora un ruolo fondamentale nella nostra società?

Bella domanda! Un tema attuale in Germania è quello delle tasse dei contribuenti devolute in parte alla chiesa protestante e cattolica. Molti tedeschi non vogliono più subire questa tassazione, anche perché le istituzioni ecclesiastiche svolgono un ruolo marginale nella società. Ritengo che su alcuni temi etici, come l’aborto, l’eutanasia, il matrimonio, la chiesa eserciti un’influenza non proporzionale al suo ruolo. Ad oggi nella società tedesca svolge un ruolo molto più pervasivo l’Islam. I mussulmani in Germania sono 4 milioni e rappresentano un tema fondamentale nel dibattito politico, soprattutto per il partito di estrema destra AFD che vede questa minoranza come un pericolo per la società occidentale. Tuttavia, gli islamici in Germania hanno un legame più forte con la religione, rispetto ai cattolici o ai protestanti.

In questo romanzo vediamo confluire più generi letterari. Leggendolo siamo convinti di trovarci in una storia “liberamente costruita”, come afferma lei stesso nell’epigrafe, eppure in fondo al romanzo troviamo una bibliografia, elemento para testuale tipico di un lavoro scientifico

Potremmo definirlo come una rielaborazione romanzesca basata su fatti storici. Alfred Ploetz è un personaggio storico, uno dei maggiori scienziati e teorico dell’eugenetica del terzo Reich. Invece la figura del suo amico Wagner è stata da me liberamente creata in modo da far rivivere allo scienziato nazista una vita antitetica rispetto a quella vissuta nella Storia. I destini dei due amici si separano dopo l’esperienza in Icaria. Anche nel soldato americano Hansen ho operato un rovesciamento della realtà storica. In lui ho rivisto mio fratello, partito volontario con le SS durante la seconda guerra mondiale. Certo, se mio padre fosse emigrato in America, mio fratello sarebbe ritornato in Germania da soldato americano, come liberatore dal nazismo. Avrebbe combattuto dalla parte giusta e forse sarebbe ancora vivo. Questo capovolgimento delle prospettive e della Storia è possibile solo nella letteratura e in ciò risiede la sua potenza.

Ciò che ho trovato molto interessante nel romanzo è questo principio messianico e salvifico che è alla base dell’eugenetica come disciplina scientifica. Com’è possibile conciliare questi elementi con l’ateismo di Alfred Ploetz? Cioè com’è possibile che questi personaggi storici che avevano rifiutato la figura di Dio, cercassero di ricostruire una società di perfetti, quindi di dei in terra?

Sì, diciamo che c’era la volontà di creare un oltre uomo, un superuomo che realizzasse questa utopia, che oggi definiamo negativa. In quel momento storico si è creduto in questa utopia, in questo superomismo, in questa possibilità di migliorare l’umanità. Alfred Ploetz passa tutta la sua vita a realizzare questa distopia, pensando di poter “allevare” un’altra umanità, estirpando da essa la minorazione fisica o mentale. Penso che questa dicotomia fra il rifiuto di un Dio superiore e la volontà di farsi Dio in terra derivi dalla lettura di Nietzsche. Tutta l’élite nazista, da Himmler a Hitler, ha letto e interpretato Nietzsche in questa prospettiva.

Cosa pensa riguardo alla mia generazione? È convinto che possiamo ancora guardare al futuro in una prospettiva utopica?

Penso proprio di sì. Certo, non è più possibile costruire un’utopia basata su un fondamento ideologico che tenti di plasmare un intero sistema. Però quando vedo questa piccola Greta che si siede lì davanti al parlamento svedese con un cartello in mano, penso che questa sia un’utopia concreta, un aprire uno spazio altro nel futuro.   

 

Articolo di

Benedetta Cirone

 

 

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