Grandi Storielle: non solo storie!

Grandi Storielle: non solo storie!

Grandi Storielle – un’intervista di Arianna Taddeo

Esiste una profilo Instagram in cui possiamo addentrarci e lasciarci rapire dalle semplici e genuine illustrazioni dai toni color pastello che riflettono le storie e relative traduzioni che ne vengono proposte. Si chiama Grandi Storielle. Come leggiamo nella home del loro sito, “Scriveremo delle GRANDI, per il loro insegnamento, STORIELLE, per la loro piccola dimensione”. Le storielle sono frutto della creatività di Carola Speranza, le traduzioni di Morena Bergia e Livia Mercuri, e le illustrazioni di Celia Fernández. Quattro amiche incontratesi in Erasmus a Chambéry, in Francia, e che hanno deciso di unire le loro più grandi passioni per poterle condividerle con gli altri.

Grandi Storielle: non solo storie!
Immagine di Grandi Storielle

“E allora capite che non si può parlare d’amore in un mondo di indifferenza, perché fare l’amore vuole dire fare la differenza. Perché amare significa non solo scegliere ma anche cambiare. Amore è incontro.” Questo è un estratto di Monologo di una ragazza stufa di Carola Speranza, solo una delle tante possibili letture presenti nel sito di Grandi Storielle. Una riflessione in cui la scrittrice dà sfogo con schiettezza a tutte le mode e le convenzioni che nascono ogni giorno e alla necessità per l’uomo moderno di uniformarsi ad essi, perdendo di vista la propria identità. Affascinati da questo progetto multiculturale, abbiamo intervistato le quattro amiche creative di Grandi Storielle. Scopriamone di più attraverso le loro risposte.

Come è nato questo progetto?

CAROLA: Avevo interrotto la mia esperienza a Parigi, dove stavo studiando, e mi ero rintanata nella mia mansarda. Eravamo in pieno lockdown e la sola idea che questo potesse fermarmi, mi stava ferendo molto. Eravamo confinati ma, come ho sempre detto, la letteratura non conosce confini, è sconfinata per eccellenza. Ho scritto una prima storiella, l’ho mandata ad alcune mie amiche ed eccoci qui.

“Tutto e tutti hanno una storia, che è fatta di parole”[1]. Qual è la vostra? Parlateci un po’ di voi.

CAROLA: Tutti abbiamo una grande storiella che ci portiamo dentro e dietro. La mia è composta di tanta amicizia, di studi umanistici, tante anzi tantissime parole che cerco sempre di abbinare a quella bellissima e simpatica parola che è verità, e poi, lo ammetto, di viaggi e di tanti piatti di pasta con un bel bicchiere di vino.

CELIA: I have always liked drawing. That has always been my passion and it is the best way for me to transmit ideas and my own world. Since last year, I realized how much I wanted to get serious, I wanted to draw not as a hobby but as an actual job, something professional. Fortunately, this project is like a bridge that allows me to practise everything I am learning in my studies as an illustrator.

[Ho sempre amato disegnare. É sempre stata una mia grande passione ed è per me il modo migliore di trasmettere le mie idee e il mio mondo. Dall’anno scorso ho realizzato quanto volessi prendere sul serio il disegno, voglio che il disegno non sia soltanto un hobby, ma un vero e proprio lavoro, qualcosa di professionale, ecco. Fortunatamente; questo progetto è una sorta di ponte che mi permette di mettere in pratica tutto quello che sto imparando durante i miei studi.]

LIVIA: Le mie due più grandi passioni sono da sempre la musica e i viaggi. Studio lingue e durante la mia triennale ho vissuto in Francia e in Portogallo grazie al programma Erasmus, esperienze che mi hanno cambiato profondamente la vita e hanno allargato i miei orizzonti. Nel mio futuro prossimo conto di finire i miei studi e partire di nuovo per nuove esperienze, dal volontariato all’insegnamento dell’italiano, e ovviamente lavorare al progetto Grandi Storielle, in cui credo molto, e che mi dà la spinta ogni giorno per migliorare le mie capacità linguistiche.

MORENA: Le lingue sono sempre state una delle mie più grandi passioni, soprattutto il francese e l’inglese che sono, appunto, quelle che ho studiato e che sto tutt’ora studiando. Ho sempre apprezzato molto la traduzione perché, passando da una lingua all’altra, ci si arricchisce: dall’approfondimento di una struttura grammaticale alla scoperta di un modo di dire che è portavoce della cultura di una determinata lingua. Insomma, per me la traduzione equivale alla scoperta e Grandi Storielle è stata l’opportunità perfetta per testare le mie capacità e mettermi in gioco. Un’altra mia grande passione è il viaggio e la scoperta di nuove persone, culture e posti e, nel momento in cui si conosce una lingua, si entra in un mondo nuovo. Questo mi è accaduto in questi tre anni trascorsi in Francia: conoscenza di persone con background diversi e portatrici di culture diverse e tutte da scoprire. Il mio obiettivo è quello di lavorare in un ambiente internazionale, affiancando questo all’insegnamento di una lingua.

Grandi Storielle: non solo storie!
Immagine di Grandi Storielle

Per portare avanti questo lavoro, quanto è importante la complicità che si è instaurata tra di voi?

CELIA: I really think that it is what it actually has kept this project alive. I mean, when it is hard for us to get to the deadlines, we have always helped each other. We motivate each other. In my personal case, I am really grateful for how much these girls appreciate my work. Sometimes I do believe they are my biggest fans hahaha.

[Penso davvero che sia ciò che ha mantenuto vivo questo progetto. Voglio dire, quando è difficile per noi rispetare alcune scadenze, cerchiamo di venirci in contro a vicenda. Ci diamo tanta motivazione. Nel mio caso, sono davvero grata per quanto queste ragazze apprezzino il mio lavoro. A volte credo che siano le mie più grandi fan hahaha.]

LIVIA: Moltissimo. In Francia si è instaurata un’amicizia importante, e tutta la stima e l’affetto che proviamo l’una per l’altra credo si rifletta nel nostro lavoro. È un vero e proprio gioco di squadra, l’intesa tra di noi è un elemento fondamentale per la crescita di un progetto creativo come il nostro.

Sono le storie che nascono dalle illustrazioni, o le illustrazioni che nascono dalle storie?

LIVIA: In un primo momento Carola scrive la storia, dalla quale poi Celia prende ispirazione per l’illustrazione. E infine, ci confrontiamo tutte per il contenuto finale da pubblicare. È comunque un progetto in evoluzione, quindi magari un giorno il processo creativo sarà differente.

Grandi Storielle ma non solo.

CAROLA: Nella mia parte personale del blog, vorrei intraprendere un cammino verso il giornalismo, con interviste e articoli. Per ora ho scritto altri pezzi più personali, che vanno dalla poesia alla mia passione per Oriana Fallaci, ma col tempo incentrerò questa parte su grandi storielle di persone conosciute o meno. E partirò dai giovani, dobbiamo farci conoscere, dobbiamo raccontarci e osare sempre!

LIVIA: È un progetto condiviso, ma ognuna di noi ha anche altre passioni e propri progetti personali. Ci sembrava bello creare uno spazio per mostrare anche gli altri lati che ci caratterizzano singolarmente. Da inclinazioni giornalistiche, a una sensibilità particolare per i progetti di volontariato, alla musica, alle illustrazioni animate.

MORENA: Oltre al progetto di base che consiste nella pubblicazione di una storiella a settimana a partire dal venerdì, ognuna di noi ha un proprio diario. Il diario è un modo per esprimere i nostri interessi, i nostri sogni e le nostre capacità. Per quanto riguarda la mia parte, essa verte sulle persone e su modi alternativi di viaggiare, come per esempio può essere il volontariato. Il mio obiettivo è far conoscere “storie degne di essere raccontate e belle da leggere”.

Italiano, inglese, francese, portoghese. Si aggiungeranno ulteriori lingue in futuro?

LIVIA: È un progetto in continua evoluzione, quindi perché no? Arricchire il progetto con altre lingue è sicuramente nei nostri progetti futuri.

MORENA: Assolutamente, qualsiasi lingua verrà accolta con molto piacere. Il nostro obiettivo è di ampliare sempre di più questo progetto.

Grandi Storielle: non solo storie!
Immagine di Grandi Storielle

Quanto è importante, al giorno d’oggi, dare spazio alla creatività ed esprimere sé stessi?

CELIA: I have always believed creativity is one of the most powerful tools humans have. Not only to express ourselves, to let of those feelings we have inside away, but also to send messages to others and make them interested in what we are saying. If everybody says their speech in the same way, the world would be such a boring place, wouldn’t it?

[Ho sempre creduto che la creatività fosse uno degli strumenti più potenti che l’uomo abbia a disposizione. Non solo per esprimere noi stessi, per far uscire quei sentimenti che abbiamo dentro di noi, ma anche per inviare messaggi agli altri e renderli interessati a ciò che diciamo. Se tutti dicessero il loro discorso allo stesso modo, il mondo sarebbe un posto così noioso, non è vero?]

Qual è la parte più bella di questo lavoro?

CAROLA: L’emozione più grande, per me, è vedere le mie parole riprese dai vari lettori, quando mi citano. È come se avessero qualcosa di mio, una parte di me è in quelle parole che stanno riprendendo, è una mia idea, un arco del mio tempo. È il mio orgoglio più grande.

CELIA: I think the thing I enjoy the most is how close I feel with my friends now. It has been more than a year already that I haven’t seen them, but thanks to this project we have kept in touch, we share a lot of things and I feel like if I need anything, they’d be there for me. That is amazing, even those 3.000 km that are keeping us apart.

[La cosa che più preferisco è il fatto di sentirmi molto vicina alle mie amiche ora. È già più di un anno che non le vedo, ma grazie a questo progetto ci siamo tenute in contatto, condividiamo molte cose e sento che se avessi bisogno di qualcosa, loro ci sarebbero per me. È incredibile, nonostante quei 3.000 km che ci tengono lontane.]

MORENA: la parte più bella per me é far arrivare le storielle a tutte quelle persone che non conoscono l’italiano e, soprattutto, vedere pubblicata una mia traduzione. Oltre a ciò, è bello vedere quanto le altre persone apprezzino il nostro lavoro, dai miei amici alla mia famiglia ai professori del liceo.

Avete particolari progetti per il futuro?

CAROLA: Questo è un viaggio che è appena iniziato. Non saprei dirti quante destinazioni raggiungeremo ma sono sicura che questa valigia piena di parole andrà molto, molto lontano chissà magari addirittura in un libro. Per ora il progetto consiste nel farsi conoscere e creare uno spazio letterario anche per i più giovani, sui social. Hanno il diritto di potersi godere, gratuitamente, il bello di un racconto anche partendo da Instagram o Facebook. Lo abbiamo detto, la letteratura è sconfinata e arriva con qualsiasi mezzo, bisogna solo osare.

CELIA: I have so many projects, but they are kind of blurry. Right now, I am doing to improve my illustrations, there is a lot of technique and creativity that could be better. But I have been really interested in the world of animation lately, why having one single image when you can have plenty of them? But let’s see what the future brings.

[Ho tanti progetti, ma sono tutti un po’ confusi. In questo momento lo sto facendo per migliorare le mie illustrazioni, c’è molta tecnica e creatività che potrebbe essere migliore. Ma ultimamente mi interessa molto il mondo dell’animazione, perché avere una sola immagine quando puoi averne tante? Ma vediamo cosa porterà il futuro.]

Note:

[1] Tratto da A mia figlia, di Carola Speranza, Grandi Storielle.

Intervista di

Arianna Taddeo

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