Una nuova didattica a scuola: la flipped classroom

La Flippled Classroom (FC) – o didattica capovolta- è una metodologia didattica diffusasi all’estero e solo da qualche anno è impiegata anche in Italia.

Come si può evincere, la flipped classroom (FC) prevede un’inversione delle modalità di insegnamento tradizionali. Infatti, la lezione frontale, che consiste in una prima fase, in cui l’insegnante spiega, e una seconda in cui gli alunni cercano di acquisire il maggior numero di informazioni, rielaborandole e sviluppandole in seguito, viene appunto capovolta. La flipped classroom ribalta questo approccio, infatti allo studente viene chiesto di attingere dapprima l’informazione attraverso l’attività di studio individuale, solo in un secondo momento, avviene l’appropriazione dei contenuti, di solito in classe, ovvero il momento in cui lo studente sviluppa l’apprendimento con l’aiuto dell’insegnante.

L’introduzione di questa nuova metodologia didattica si deve a due docenti di chimica Jonathan Bergmann e Aaron Sams, i quali nel 2007 hanno iniziato a registrare le loro lezioni caricandole su una piattaforma alla quale i loro studenti potevano accedere. Come spiegano nel loro saggio Flip your classroom: reach every student in every class every day (2012), la flipped classroom nasce da una loro intuizione, i due docenti infatti decidono di videoregistrare sulla piattaforma tutte le lezioni prima di spiegarle alla classe e di assegnare ai loro studenti il compito di vederle a casa. In questo modo, i due docenti potevano sfruttare il tempo della lezione sostenendo gli studenti nel loro processo di apprendimento.

Metodologia

Il primo passo per svolgere questa modalità di insegnamento è la scelta e l’utilizzo di nuove tecnologie; le quali rivestono una doppia funzione, da un lato permettono agli studenti di accedere ai materiali da casa; dall’altro, permettono al docente di ottenere dei feedback dagli studenti. Oggi gli studenti hanno a disposizione un ingente numero di risorse on-line alle quali possono attingere e che possono condividere con gli altri.

Una volta identificata la piattaforma che dovrà raccogliere e organizzare le risorse, il docente prepara il materiale da assegnare alla classe, ad esempio video, siti web scientifici, podcast, che permettono agli studenti di familiarizzare con l’argomento della lezione. Successivamente, una volta in classe, l’insegnante fornisce chiarimenti, effettua esercitazioni e altre attività funzionali ad una migliore comprensione e approfondimento.

La flipped classroom presenta innumerevoli vantaggi

Gli studenti arrivano in classe possedendo già una conoscenza generale degli argomenti che saranno affrontati durante la lezione. Il tempo a disposizione in classe sarà dedicato alle attività di apprendimento e di consolidamento delle conoscenze. Inoltre, questa metodologia didattica facilita la personalizzazione dell’insegnamento sia a casa che a scuola.

Nel primo caso, ogni alunno può consultare il materiale multimediale fornito dall’insegnante a seconda dei propri tempi e modalità che preferisce. Nel secondo caso invece, il docente assegna attività che rispondono alle singole esigenze degli studenti. Inoltre, è stato osservato che questa metodologia didattica comporta una maggiore responsabilizzazione degli alunni e allo tempo stesso contribuisce allo sviluppo della loro autonomia. Infine, la FC può essere applicata a tutte le discipline, in particolar modo per la didattica delle lingue moderne, con l’ausilio delle risorse on-line come video lezioni nella lingua che si sta studiando, dizionari e podcast.

Tuttavia, la flipped classroom presenta diversi punti di debolezza

In primo luogo, si osserva una penalizzazione dei rapporti interpersonali. Viene richiesta particolare attenzione e cura nell’organizzazione e programmazione delle attività, e nella selezione del materiale didattico, ciò comporta una necessaria revisione del curricolo scolastico. Inoltre, gli studenti potrebbero sentirsi smarriti nell’utilizzo dei materiali on-line.

 

Questa metodologia didattica, basata sull’utilizzo delle potenzialità dei dispositivi digitali, sull’e-learning e su una responsabilizzazione dell’alunno, suddivide la lezione in più fasi, fuori e dentro la classe trasformando le risorse digitali in opportunità didattiche.

 

Articolo di,

Francesca Marchetti

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