“Razza” e Nazionalsocialismo

“Razza” e Nazionalsocialismo – Tipologia e importanza

‘’Razza’’ è una delle parole fondamentali del Nazionalsocialismo, una delle prime che ritorna alla mente seguendo delle connessioni logiche. La preservazione della razza ha guidato tutta la politica nazionalsocialista. Il fulcro del Nazionalsocialismo era la conservazione dei geni ariani, la continuazione della purezza razziale dei Germani, come descritti da Tacito, e della razza nordica. Per perseguire tale scopo era fondamentale la figura del contadino, come dice Darrè, ma per aiutare e velocizzare il processo di purificazione e ‘’allevamento’’ di geni superiori, venne preposto uno specifico progetto denominato Lebensborn, ovvero ‘’sorgente di vita’’.

Il Lebensborn

Il progetto Lebensborn, ideato da Himmler, fu avviato per realizzare le teorie eugenetiche al fine di perpetuare Razza ariana. A questo progetto dovevano partecipare solo donne e uomini che soddisfacessero ogni requisito richiesto sulla sanità fisica, sulla sanità mentale e sulla purezza della loro discendenza. Dunque i più idonei erano i soldati arruolati nelle SS, in quanto avevano già soddisfatto requisiti di idoneità presentando un albero genealogico che doveva arrivare ad attestare la purezza razziale dei predecessori fino al 1650 (cosa che risultò assai difficoltosa, se non impossibile. Anche lo stesso Himmler riuscì solo dopo molti anni, con l’aiuto di diversi ricercatori antropologici, a completare il suo personale albero genealogico).

Lo stesso Himmler sentenziò: ‘’Al di là dei limiti imposti dalle leggi, dai costumi e dalle opinioni borghesi, forse necessari, oggi per le donne e le ragazze di puro sangue tedesco diventerà una nobile missione il chiedere ai soldati in partenza per il fronte, siano esse sposate o no, di renderle madri’’. Il progetto prese il via nel 1935 con l’apertura di apposite cliniche in Germania e l’apertura, a Berlino delle ‘’Lebensborn e. V.’’, società amministrata dall’Ufficio centrale della Razza e del Popolamento. Ma nel 1938 esso passò con il nome di Amt L, cioè ufficio L, dove L sta per Lebensborn, direttamente sotto il controllo di Himmler, che spostò la sede da Berlino a Monaco per meglio controllarlo.

Dunque, come si può evincere dall’esistenza di questo progetto, il patrimonio razziale per i nazionalsocialisti era percepito come un valore inestimabile che andava preservato nel tempo. Infatti Rosenberg ne ‘’Il Mito del XX secolo’’ propone una spiegazione di come il popolo italiano si sia corrotto partendo dall’Impero Romano: egli dichiara che proprio per la sua vastità e la sua apertura agli altri popoli, l’Impero Romano è andato incontro alla mescolanza razziale e di conseguenza alla degenerazione genetica del proprio popolo. Inoltre la razza germanica era considerata quella superiore a tutte le altre, quella da cui tutti gli stati dell’Occidente e i loro valori avevano preso origine.

Le tipologie razziali

Già dall’800 erano stati individuati vari tipi di razza e molte personalità dell’epoca avevano cominciato ad interessarsi alla neonata ‘’scienza razziale’’. Importantissimo tra esse è l’austriaco von Liebenfels, il quale, nelle varie edizioni del suo periodico Ostara, ha esposto le sue idee di ‘’Razza’’ sia a livello linguistico-semantico che antropologico-scientifico. Nel primo volume della seconda edizione ne da questa interpretazione: ‘’Io intendo per razza il complesso di tutte le caratteristiche fisiche e mentali ereditabili da una persona. Il termine razza è quindi un termine puramente antropologico. ‘’Razza’’ non è da confondere con ‘’comunità linguistica, popolare, statale o religiosa’’, ciò significa che i termini ‘Inglese’, ‘Tedesco’, ‘Francese’, ‘Italiano’ ecc. non si riferiscono alla razza di appartenenza di un individuo ma sono termini linguistici, etnologici o politici’’. Basandosi su questa descrizione, egli propone nel suo scritto cinque tipi di razza principali. Citando direttamente dal testo abbiamo:

  • L’eroica razza bionda ariana: alto, magro e ben proporzionato, colore della pelle bianco rosato, occhi chiari (blu, grigio-blu, grigio chiaro), capelli biondi, naso dritto e sottile, volto e cranio allungati. Origine: nord-ovest europeo, in realtà la perduta Atlantide!
  • La razza bruna mediterranea: statura media, braccia molto lunghe, gambe poco lunghe, spalle deboli e torace debole, peli sul corpo ispidi e scuri, carnagione bruna, occhi e capelli scuri, naso convesso e curvato, viso e cranio allungati. La razza prende il suo nome dal Mar Mediterraneo, queste aree sono i territori originari di questa razza.
  • La razza mongola gialla: corporatura piccola, larga e tozza, braccia e gambe corte, scarsa peluria, carnagione gialla, occhi scuri, chiusi e piatti, capelli scuri e folti, naso piatto e concavo, volto e cranio larghi. Habitat e area di distribuzione: Asia.
  • La nera razza negra: corporatura media e snella, gambe e braccia molto lunghe, peluria scarsa, carnagione nera, occhi scuri, grandi e rotondi, capelli scuri e arricciati, naso piatto, largo e concavo, viso e cranio un po’ allungati, a causa della sua corporatura appare più alto di quanto non sia in realtà. Luogo di origine e area principale di distribuzione: Africa.
  • La primitiva razza scura: forma del corpo e del viso primitiva, primordiale, da uomo-scimmia in diverse combinazioni e variazioni di carnagione, occhi, capelli, nasi e crani. Essi rappresentano sia le loro caratteristiche (‘’morfologiche’’) sia un integrale tipo razziale, ciò significa che in loro ci sono le diverse caratteristiche delle prime 4 razze in modo allusivo e sottosviluppato. Le loro principali aree di distribuzione sono oggi ai confini della civilizzazione, anche le regioni polari, l’Oceania, aree irraggiungibili dell’Africa, Asia e Sudamerica e anche l’Europa.

Von Liebenfels non fu l’unico a presentare i diversi tipi di razza, ma fu ispirato da Helena Petrovna Blavatsky che ne discusse sette differenti, le quali però non corrispondono tutte a quelle esistenti ma ripercorrono la genesi umana. Ne La Dottrina segreta, scritto scientifico-religioso della Blavatsky, che tratta di ciò, è chiamata Antropogenesi. Queste Razze che si sono susseguite nel Tempo e nella Storia sono:

Prima Razza: razza eterica dimorante su un continente iperboreo. Dunque questa razza, detta Iperborea, non possedeva un corpo fisico, bensì etereo.

Seconda Razza: razza molto simile alla Prima, anch’essa senza corpo fisico.

Terza Razza: Lemuriani, razza gelatinosa solidificatasi gradualmente nelle prime sottorazze e che abitavano i territori del Pacifico. La struttura era gigantesca e scimmiesca, come rilevato dai fossili giganti.

Quarta Razza: Atlantidei, vissuta nell’attuale Atlantico.

Quinta Razza: Ariani, ovvero la razza attuale.

Sesta Razza: Futura, ma già rintracciabile in alcuni luoghi quali California, Australia e Nuova Zelanda.

Settima Razza: Futura, la quale ancora deve manifestarsi.

Le caratteristiche razziali, dunque, vengono studiate dall’800 come una vera e propria scienza. Nel corso del XIX secolo molti sono i nomi che si ricordano ripensando alla storia dell’allora neonata scienza razziale, ma sopra tutti spiccano i nomi di Chamberlaine, de Gobinau e Lagarde. L’oriundo inglese, naturalizzato tedesco, Houston Stewart Chamberlain descrisse ne ‘’I fondamenti del XIX secolo’’ la filosofia della storia in chiave biologico-razziale. Nella prefazione egli tenne a precisare che il volume non voleva essere un trattato scientifico, in quanto, per lui, i valori non stanno nella scienza, ma ‘’più alta e più sacra di ogni sapere è la vita’’, e ‘’ciò che qui viene scritto è stato vissuto’’. Lagarde, nato Bötticher, ha un pensiero più complesso, in quanto, sin dal 1853, negava che l’identità di una nazione fosse da cercare nella razza, in quanto la purezza risiede non nel sangue, bensì nell’animo. Il punto di vista dello studioso attribuiva caratteri negativi o positivi ai popoli in base alla loro vicinanza o lontananza spirituale rispetto all’origine divina, vicinissimi erano i tedeschi.

Il diplomatico francese de Gobineau scrisse il saggio ‘’Sulla disuguaglianza delle Razze umane’’ nel quale affermò che la razza germanica rappresentava l’apice della civiltà ariana. Egli, inoltre, espose, nel sopracitato testo, quali razze fossero superiori o inferiori in base alle proprie caratteristiche. Nella letteratura tedesca il tipo germanico per antonomasia era rappresentato da Margarete, o abbreviato Gretchen, la quale appare nel Faust di Goethe. Ella è descritta con caratteri somatici tipici germanici, ovvero capelli biondi, occhi azzurri ed una specifica fisicità. E’ importante sottolineare ciò in quanto per i nazionalsocialisti, come ci ricorda anche Rosenberg ne Il Mito del XX secolo, l’apparenza esterna era considerata come l’espressione di un animo nobile.Soffermandosi su questo aspetto ritorna alla mente l’ultimo distico della poesia Todesfuge di Paul Celan:

‘’ Dein goldenes Haar Margarete

Dein aschenes Haar Sulamith ‘’.

In questi due versi la differenza tra il tipo ariano germanico e il tipo non germanico è riassunto nel colore dei capelli, in quanto anch’esso era considerato tratto razziale distintivo. Abbiamo dunque Margarete con i suoi capelli biondi che simboleggia il tipo razziale ariano per antonomasia e quindi anche purezza e nobiltà d’animo, sottointesa anche nel colore chiaro dei suoi capelli, e di contro Sulamith ebrea dai capelli scuri, donna che appare nell’Antico Testamento, con più precisione nel Cantico dei Cantici, come sposa di Re Salomone, quindi, seguendo il pensiero nazionalsocialista, non rappresentante di nobiltà d’animo e moralità, ma di amore fisico, terreno, mero eros.

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