John Coltrane e Martin Luther King-Discorso sulla libertà

John Coltrane e Martin Luther King-Discorso sulla libertà

La storia del brano “Alabama” di Coltrane e la lotta per i diritti dei neri

John Coltrane e Martin Luther King-Discorso sulla libertà
John Coltrane

Oggi siamo quì per parlare di libertà e l’ispirazione in questo caso ci viene fornita direttamente dalla musica. Su suggerimento di un amico ho ascoltato “Alabama” di John Coltrane e da lì è iniziato un viaggio verso la scoperta di un mondo a me totalmente sconosciuto: la storia dei neri in America e del Civil Rights Act del 1964.

L’attentato di Birmingham

Passando per il documentario “Chasing Train” (che vi invito a vedere) e approdando su vari siti di musica e di storia che trovate tra le fonti, ho scoperto che la genesi del brano “Alabama” si deve ad un discorso di Martin Luther King. Il predicatore e attivista per i diritti dei neri tenne questo discorso a seguito dell’attentato, da parte del Ku Klux Klan, nella chiesa Battista della 16° strada a Birmingham. Una bomba, fatta esplodere di domenica mattina nella chiesa Battista, portò alla morte di quattro bambine nere: Denise McNair (11 anni), Addie Mae Collins, Cynthia Wesley e Carole Robertson (14 anni). Alcune fonti[1] sono concordi nell’indicare questo evento come un punto di svolta per la battaglia per i diritti dei neri; infatti la brutalità della tragedia scosse l’intera nazione, che l’anno dopo diede alla luce il Civil Rights Act del 1964. Questo atto, per la prima volta, proibiva la discriminazione nei luoghi pubblici, garantiva l’integrazione nelle scuole e rendeva illegale non assumere qualcuno per il colore della sua pelle.

John Coltrane e Martin Luther King-Discorso sulla libertà
Demonstrators march down Constitution Avenue during the March on Washington on Aug. 28, 1963.

L’ispirazione

John Coltrane, dopo aver ascoltato il discorso del Dr. King, decise di comporre una sua elegia a supporto dei diritti civili. “Alabama” è un pezzo toccante, malinconico che però a un certo punto cambia di tono: è come se il dolore, incamerato dalla comunità nera per anni, e portato all’esasperazione da attentai come quello di Birmingham, fosse incanalato in una sorta di determinazione finale che si avverte nella canzone. Il brano appare per la prima volta nell’album “Live at Birdland” (1964)[2] ma fu suonato in pubblico ben prima dell’uscita ufficiale del disco, poco dopo la tragedia che lo aveva inspirato. Coltrane e il suo quartetto andarono in scena il 7 dicembre del 1963 sul canale televisivo NET e qui potete trovare il video.

L’elegia di Martin Luther King

Arrivata a questo punto le riflessioni sul tema della libertà, ma anche sul razzismo, sull’odio e sul potere di ciascuno di noi di cambiare il mondo, erano un magma confuso di pezzi di storia e suggestioni Jazz. Per approfondire le mie conoscenze sul tema, ma anche per saziare la mia curiosità nata dal brano di Coltrane, ho deciso di leggere il discorso di Martin Luther King che aveva ispirato “Alabama”. Ecco di seguito alcuni brani tradotti del testo integrale che può essere trovato qui.

 

Questo pomeriggio siamo qui riuniti nella quiete di questo santuario per rendere l’ultimo omaggio a queste tre bellissime figlie di Dio. Sono entrate sul palcoscenico della storia solo pochi anni fa, e nei brevi anni in cui hanno avuto il privilegio di recitare su questo palcoscenico terreno, hanno interpretato le loro parti incredibilmente bene.

Cala ora il sipario; si muovono verso l’uscita; il dramma delle loro vite terrene si chiude. Sono affidate di nuovo a quell’eternità dalla quale vennero.Queste bambine- innocue, innocenti e bellissime- sono state le vittime di uno dei più orrendi e tragici crimini mai perpetrati contro l’umanità.Eppure sono morte nobilmente. Sono le eroine martiri di una santa crociata per la libertà e la dignità umana.

Così oggi pomeriggio, nel vero senso della parola, hanno qualcosa da dire a ognuno di noi con la loro morte.

Hanno qualcosa da dire ad ogni ministro del Vangelo che è rimasto in silenzio dietro la sicurezza delle vetrate colorate.

Hanno qualcosa da dire ad ogni politico che ha nutrito i suoi elettori con il pane stantio dell’odio e la carne avariata del razzismo.

Hanno qualcosa da dire al governo federale che è sceso a compromessi con le pratiche antidemocratiche dei Dixiecrats[3] a sud e la spudorata ipocrisia dei Repubblicani di destra a nord. Hanno qualcosa da dire ad ogni Nero[4] che ha accettato passivamente il vile sistema di segregazione e che è stato ai margini nella sacra lotta per la giustizia.

Loro dicono a ciascuno di noi, tanto ai neri quanto ai bianchi, che dobbiamo sostituire il coraggio alla cautela. Loro ci dicono che dobbiamo preoccuparci non solo di chi le ha uccise, ma del sistema, dello stile di vita, della filosofia che ha prodotto gli omicidi. Le loro morti ci dicono che dobbiamo lavorare con ardore e inesorabilmente per la realizzazione del Sogno Americano. […]

 

Note:

  • [1] Andrew Choen https://www.jazziz.com/nov-18-1963-john-coltrane-records-alabama/#:~:text=Coltrane%20was%20inspired%20by%20Martin,struggle%20against%20racially%20motivated%20crimes.
  • [2] https://www.jazziz.com/nov-18-1963-john-coltrane-records-alabama/#:~:text=Coltrane%20was%20inspired%20by%20Martin,struggle%20against%20racially%20motivated%20crimes.
  • [3] Dixiecrats: questo vocabolo intraducibile indica coloro che, pur facendo parte del partito Democratico, incarnano l’ala più conservativa e reazionaria del partito. I Dixiecrats di fatto non riconoscevano l’uguaglianza dei neri.
  • [4] Negro, il Dr. King utilizza la parola “negro” ad oggi considerata offensiva e inadeguata. Per questo si è scelto di tradurla con nero e non con altre espressioni più letterali. Ovviamente il famoso predicatore e attivista utilizza la “N-word” in mancanza di un lessico più adeguato, che all’epoca dei fatti non era ancora stato codificato (ndt)

Fonti:

Articolo e traduzione di

Simona Ciavolella

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