Privacy Policy Proposta di traduzione: Nicholas J. Spykman, l’invention de la géopolitique américaine- Olivier Zajec - The Serendipity Periodical

Proposta di traduzione: Nicholas J. Spykman, l’invention de la géopolitique américaine- Olivier Zajec

Il presente articolo ha lo scopo di presentare una proposta di traduzione di alcune pagine del saggio di Olivier Zajec

intitolato “«Nicholas J. Spykman, l’invention de la géopolitique américaine. Un itinéraire intellectuel aux origines paradoxales de la théorie réaliste des relations internationales », pubblicato nel 2016 da Presses de Paris-Sorbonne. Attraverso questo saggio, Zajec offre la prima bibliografia di Nicholas John Spykman (1893-1943), fondata su una raccolta di documenti pubblici e privati.

Spykman, infatti, è stato uno dei pionieri dello studio della politica mondiale, creando il dipartimento di relazioni internazionali dell’Università di Yale nel 1930. Inoltre, Zajec fornisce un’analisi della nascita delle Relazioni Internazionali e la loro affermazione come disciplina accademica dagli anni ’30 del XIX secolo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Come afferma Olivier Forcade nella prefazione

al saggio: “Ce livre est […] une généalogie intellectuelle de Spykman et une analyse de la constituition des Relations Internationales comme science social ». [1]

Nel 2016 Olivier Zajec ha vinto Le Prix Albert Thibaudet per la sua opera « Nicholas J. Spykman, l’invention de la géopolitique américaine » ; il premio che onora l’autore di un’ opera  francofona sulle relazioni internazionali.

Nicholas Spykman

Olivier Zajec è professore di Scienze politiche e relazioni internazionali all’università Jean Moulin – Lyon III.

Dottore in Storia delle Relazioni Internazionali (Paris- IV Sorbonne), si è diplomato all’École Speciale Militaire de Saint Cyr e di Scienze-Po Paris. Dal 2011 insegna la teoria strategia all’ École de Guerre (Paris).  Docente dell’Istitut des Haute Etudes de la Défense Nationale (IHEDN) e al Centre des Hauter Etude militares (CHEM). Egli è anche ricercatore all’Istitut de Stratégie Comprarée (ISC, Parigi) e direttore aggiunto della rivista Stratégique. Durante la sua carriera accademica ha condotto delle ricerche in campo militare, in particolare sulle strategie e sulla guerra, indagando la trasformazione degli apparecchi militari di grande potenza, le politiche e le strategie nucleari, le teorie geopolitiche e le relazioni internazionali.

Autore di numerosi saggi e pubblicazioni, tra cui: « Introduction à l’analyse géopolitique. Histoire, outils, méthodes » nel 2013 ; «Nicholas J. Spykman, l’invention de la géopolitique américaine. Un itinéraire intellectuel aux origines paradoxales de la théorie réaliste des relations internationales » nel 2016 e sempre nello stesso anno viene pubblicato sulla rivista europea di studi militari « France : opérations récentes, enjeux futurs », il saggio « Security studies et pensée stratégique française : de la vision globale à la myopie contextuelle », nel gennaio 2018 dà alle stampe : « Trump returns to the old isolationism », «Le Monde diplomatique ». 

Le pagine che propongo (pp 29-33) in questo articolo fanno parte della prima parte del saggio che riguarda il primo periodo della vita di Nicholas Spykman, in particolare del periodo tra il 1893 al 1925.

 

Capitolo I

DA SPIJKMAN A SPYKMAN, UN ROMANZO DI FORMAZIONE

TRA L’ANTICO E IL NUOVO MONDO.

UNA GIOVENTÙ OLANDESE DELLA BELLE ÉPOQUE.

“Io prometto fedeltà alla bandiera degli Stati Uniti d’America, e alla Repubblica che essa rappresenta; una Nazione indivisibile con libertà e giustizia per tutti”. In questo 26 novembre 1928, con la mano sul cuore e gli occhi fissi sulla bandiera stellata, Nicholas John Spykman pronuncia il giuramento di fedeltà che lo fa cittadino del nuovo mondo. All’epoca, il professore di origini olandesi di 35 anni, stabilitosi a New Haven, vive già da otto anni negli Stati Uniti. […] Ma del periodo precedente, quello della formazione della personalità e delle convinzioni dell’uomo, non sa nulla di preciso. Perché nessuna opera, nessun articolo, in 70 anni, ha consacrato più di qualche riga a questo periodo inaugurale della sua vita, a questa parentesi olandese e cosmopolita di tre decenni che si estende dal 1893 a 1928, data della sua naturalizzazione americana. Da dove veniva l’inventore della geopolitica americana, e dove è vissuto prima di arrivare alla riva della California un mattino del 1920?

Lungo i canali di Amsterdam

Nicholas John Spykman nasce il 13 ottobre 1893, ad Amsterdam. Egli passa la prima parte della sua infanzia in questa città, una delle più rappresentative della vecchia cultura europea. In questo scorcio del XIX secolo, la città dei tulipani conserva ancora il riflesso del dinamismo dell’antica capitale finanziaria e commerciale dei tempi moderni, che è stata al secolo d’oro olandese, prima che l’Inghilterra non le strappasse la corona per porla sulla testa di Londra. I Paesi bassi del 1893 sono una nazione prospera, che conosce il regime della monarchia parlamentare; tra il 1890 e il 1898, la regina Emma, sposa di Guglielmo III morto nel 1890, assicura la reggenza, presiede ai destini di un paese assorto al lavoro per un arricchimento continuo, che si accompagna al dibattito interno che permane sulla giusta partizione dei frutti di questa prosperità. È ad Amsterdam che i genitori di Nicholas, Klaas Spijkman ed Elizabeth Maria Wilhelmina van Vorstenberg, si sono sposati nel luglio 1887 e nel 1888 è nata sua sorella Elisa Johanna Hendrika. Le origini della famiglia portano a Groningue, nel nord dei Paesi Bassi e rivelano una dinastia di navigatori e di mercanti. Presso i Van Vorstenberg è tradizione evocare un’ascendenza nobile tedesca, che nessun documento stabilisce. Quando nasce Nicholas, gli Spijkman abitano da dieci anni in una casa borghese su Fredericksplein, una piazza alberata a sud della vecchia città, in un quartiere tranquillo, delimitata dall’Amstel e i canali Reguiliersgracht e Prinsengracht.

Sogni, imprese e peregrinazioni di Klass Spijkman

La personalità di suo padre, […] ha influenzato molto Nicholas Spykman. Per quanto si possa ricostruire il suo percorso, Klass Spijkman ha vissuto una vita di peregrinaggi, per alcuni versi degna degli antenati di Groningue. Il padre del futuro geopolitico americano nasce il 2 aprile 1858 a Rotterdam. È difficile conoscere le tappe della sua formazione intellettuale. Noi sappiamo, dalle conversazioni che Nicholas Spykman ebbe con i suoi colleghi americani negli anni 1930, che suo padre è vissuto per dieci anni negli Stati Uniti, dal 1873 al 1883. Negli archivi dei giornali americani e olandesi del periodo, si trova effettivamente Klass Spijkman, che allora aveva una ventina d’anni, a New York, dove mette in piedi e dirige a partire dal 1882 il Nieuws en Handels Courant, giornale settimanale olandese destinato alla comunità olandese della metropoli americana e tutti quelli che in Olanda si interessavano allo sviluppo economico americano.

Il giornale, malgrado un certo successo, deve dichiarare banca rotta all’inizio dell’anno, per mancanza di fondi. Klaas Spijkman, si firma “Spykman”, all’americana, si è visibilmente fatto qualche nemico durante quel soggiorno: la New Amsterdam Gazette, il rivale newyorchese di Nieuws en HandelsCorant, ironizza in più numeri sugli inconvenienti in affari di questo giovane uomo troppo pressato, gli suggerisce una buona possibilità per le sue imprese future, denunciando con un certo astio il carattere disordinato e utopico di quest’ultimo. Dalla lettura di questo giornale si apprende che, Spijkaman avrebbe tentato di costruire un progetto di colonizzazione del Dakota, riunendo delle famiglie olandesi indotte all’emigrazione. Progetto che non avrà seguito. Inoltre, dopo aver annunciato nelle comunità olandesi americane che un prestito imminente di 10 000 fiorini gli avrebbe permesso di rilanciare il Niews en Hondels Couranta New York, egli deve ben presto rinunciare. Il sogno americano non avrà seguito. Klaas Spykmann ritorna nei Paesi Bassi e riprende il suo patronimico Spijkman. Si stabilisce ad Amsterdam, più precisamente a 100 Singel, sulle banchine frequentate da uno dei quattro grandi canali concentrici che isolano la vecchia città dal resto del suo agglomerato.

    La sua esperienza americana non l’ha scoraggiato.

Essa gli fornisce anche delle idee. Questo imprenditore – giornalista nell’animo fonda un nuovo settimanale, di cui prende la direzione. Impresa di stampa, battezzata De Wereldburger (Il cittadino del mondo), è situata a 75 Binnen-Amstel ad Amsterdam e si indirizza “agli olandesi d’America, d’Africa del sud e dei territori oltreoceano”. Difatti, la comunità neerlandese degli Stati Uniti è importante e dinamica; i boeri d’Africa del sud comprendono senza difficoltà l’olandese, non troppo lontano dall’afrikaans. Quanto ai funzionari dell’India olandese, essi sono avidi di notizie della metropoli. L’idea di proporre un giornale a questo pubblico oltreoceano sembra buona e il piano di marcia solido. Il primo numero esce nel marzo 1887 e tratta del futuro politico ed economico dei Boeri d’Africa del sud, al momento in cui le pressioni coloniali britanniche minacciano l’autonomia degli stati afrikaners. Il 21 luglio dello stesso anni, Klass Spijkman si sposa ad Amsterdam con Elizabeth Van Vorstenberg.

Nel 1888, questo eterno viaggiatore lo si trova alle Hawaii, senza dubbio in luna di miele. All’epoca l’arcipelago non è ancora il cinquantesimo stato degli Stati Uniti. La monarchia ereditaria hawaiana gode di un’indipendenza nominale, che soffre tuttavia a dissimulare la penetrazione di tutti i livelli decisionali degli stati da parte degli occidentali di origini diverse (tra i quali dominano un certo numero di avventurieri americani). Uno di essi, Jonathan Austin, ministro degli affari esteri dell’ultimo re delle Hawaii, Kalakaua, rilascia un curioso documento ufficiale a Klass Spijkman, che lo instituisce “incaricato degli affari e del consiglio generale dei Pasi Bassi” alle Hawaii. Non si sa cosa il giornalista olandese ha fatto di questo incarico quando egli ha ricevuto questo titolo. Ad ogni modo, Egli non si stabilisce alle Hawaii, e rientra nei Paesi Bassi occupandosi del suo giornale. Klaas non si limita al giornalismo. Le sedi ultramarine e coloniali del Werelburger gli permettono di costituirsi delle abilità personali nei settori industriali e finanziari implicati nei territori lontani dove la presenza nederlandese è importante. Egli prende anche la direzione (e senza dubbio una parte del capitale) della Zuid-Afrikaanscha Handelmaatschappij (Società sud-africana di quotazione), dove egli fronteggerà alcuni azionari che contestano la sua gestione. Nel gennaio 1890, gli viene richiesto di dimettersi, ma egli riesce a mantenere il suo posto, anteponendo gli sforzi di raccolta fondi che egli ha intrapreso attraverso il suo giornale. Gli investimenti di Klass Spijkman in sud Africa sembrano diversificati. Egli diviene quindi nel 1889 il direttore amministrativo della Nederlandsch-Transvaalsche Goudmijn-Maatschappij (Società mineraria olandese-transvaaliana) di Amsterdam, al capitale di 1 800 000 fiorini (150 000 sterline dell’epoca). Il direttore tecnico della società mineraria delle Indie olandesi Pieter Van Dijk, un anziano responsabile delle aziende minerarie delle Indie olandesi. L’azienda vive alti e bassi. Nel marso 1891, gli Het Nieuws van den Dag, nelle loro colonne finanziarie, riportano che gli affari trovano delle difficoltà. È probabile che Spijkman abbia investito in altri affari minerari, alle Indie olandesi questa volta. Si ritrova infatti nel 1898 un “Heer Spijkman” un giro di prestazioni di una compagnia mineraria dell’Insulindia, l’Indische Kiesvereeninging.  Per anni, il giovane Nicholas ascolterà il padre parlare del suo periodo amaricano, delle sue tribolazioni da giovane direttore di giornale a New York e gli descriverà le insidie, ma anche le opportunità che si offrono agli audaci in un Nuovo Mondo in piena costruzione. Lentamente, i racconti di Klaas si faranno strada nello spirito del giovane uomo.

Un adolescente dalla salute cagionevole.

Nel giugno del 1899, tutta la famiglia Spijkman si trasferisce ad Amsterdam a L’Aia. Nicholas ha 6 anni. Le fotografie famigliari di questo periodo mostrano un ragazzo allegro, sportivo e dispettoso. La sua infanzia e la sua adolescenza si sviluppano in una famiglia unita, che sembra viaggiare molto. La Svizzera appare il luogo di villeggiatura privilegiata, gli Spijkman vi effettueranno dei soggiorni nelle case di cura. Di questo periodo, sembra che la salute di Nicholas preoccupi i suoi genitori. Delle stanchezze croniche lo indeboliscono. Egli soffre di una glomerulonefrite, una malattia rara, evoluta negli anni e che conduce ad una progressiva degradazione della funzione dei reni. I suoi sintomi non sono individuabili all’inizio della patologia, e il loro effetto peggiora gradualmente.

La prima vera crisi di questa malattia sembra essersi verificata nel 1912,

come infatti denuncia il rapporto di un medico che esaminerà Spijkman qualche anno più tardi, negli Stati Uniti. Per tutta la sua vita, egli soffrirà di una salute relativamente fragile a causa di questa patologia, ignorando la sua causa precisa. La sua morte, nel 1943, all’età di 49 anni sarà dovuta a questa malattia e non all’infarto, come i giornalisti dell’epoca hanno riportato, o al cancro, come alcune opere raccontano ancora oggi. Nel 1912 e 1913, Nicholas Spijkman frequenta l’università di Delf, la più rinomata dei Paesi Bassi, dove egli si forma, in particolare in chimica organica. Ma dal 1913, dato che la sua malattia causava forti preoccupazioni, i medici consigliarono alla sua famiglia di inviarlo in cura, in luogo dal clima caldo e secco. A partire dal 1913, il giovane Spijkman lascia l’Europa. Non tornerà se non saltuariamente. Egli senza dubbio non sa che si avvia in realtà a un viaggio di diversi anni, che dal Levante alle Indie olandesi, passando per l’Egitto, lo porterà dritto dritto verso la sua nuova patria americana.

 

Articolo di

Francesca Marchetti

 

[1]Zajec Olvier “«Nicholas J. Spykman, l’invention de la géopolitique américaine. Un itinéraire intellectuel aux origines paradoxales de la théorie réaliste des relations internationales , Paris, Presses universitaires Paris-Sorbonne, 2016, p. 10

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