Ascesa e declino dei regimi neopatrimonialistici – Un’introduzione (Parte I)

Il termine “neopatrimonialismo” indica il processo di democratizzazione che ha rovesciato il tradizionale patrimonialismo caratterizzante i regimi politici di un tempo.

Tuttavia, si è registrato poi il processo inverso del ritorno a regimi autoritari, definiti come neopatrimoniali. Il politologo Samuel Huntington per illustrare tale fenomeno ha utilizzato la metafora delle “ondate di “emocratizzazione”, simili alle onde del mare, che lambiscono il bagnasciuga e poi tornano indietro come ondate di riflusso. Con questo lavoro mutuando Huntington, abbiamo identificato nel processo democratico tre ondate con relative ondate di riflusso:

  • Prima ondata (ondata lunga) dal 1820 al 1926, seguita dalla prima ondata di riflusso dal 1922 al 1942: essa inizia nel 1820 e dura fino al 1926 creando 29 nuove democrazie. L’ondata di riflusso parte dall’Italia con il Regime Fascista, che dà la spinta ad una contro-ondata che riduce a 12 il numero delle democrazie in precedenza realizzate.
  • Seconda ondata (ondata corta) dal 1943 al 1945. Questa è provocata dalla vittoria degli Anglo-Americani nel secondo conflitto mondiale ed è seguita dall’ondata di riflusso, che riduce il numero delle nuove democrazie da 36 a 30.
  • Terza ondata dal 1974 e attualmente in corso. Secondo Huntington di questa ondata non possiamo prevedere gli sviluppi e cioè se ci sarà un’altra ondata di riflusso o le democrazie conquistate rimarranno tali in futuro.

La Primavera araba

Inoltre abbiamo preso in considerazione anche le vicende della cosiddetta “Primavera araba”, perché da queste sommosse è emersa una volontà di democrazia in paesi come Tunisia, Egitto, Libia e Siria, ma a questa volontà è mancato il sostegno delle classi medie, che in genere è alla base della democratizzazione e che porta ad un progressivo decentramento del potere politico. In questo lavoro si cerca di indicare i fattori che favoriscono o ostacolano la democratizzazione col riflusso verso regimi specificati anche col termine sultanismo, in considerazione del fatto che la maggiore riluttanza alla democrazia si nota soprattutto nei paesi islamici. Infatti, qui la figura del sultano rappresenta sia il potere religioso, che quello politico.

 

Dopo aver illustrato tutto ciò avvieremo il nostro discorso con una messa a punto dei concetti di “Neopatrimonialismo” e “Sultanismo”. Analizzeremo poi la persistenza dei regimi autoritari neopatrimonialistici in un periodo storico in cui la democrazia si comincia a estendere a livello mondiale. Tratterremo la crisi del “Neopatrimonialismo” nel momento in cui comincia a farsi strada la terza ondata di democratizzazione. Ricostruiremo in chiave storica l’avvento della democrazia nelle ex colonie asiatiche e nel Medio Oriente arabo, parlando anche della difficoltà che alcuni stati africani hanno avuto nell’accesso alla sovranità popolare. Infine chiariremo come la democratizzazione negli stati arabi a regime autoritario-patrimoniale è avvenuta solo mediante la tanto acclamata “Primavera araba”, vale a dire moti di proteste popolari contro i regimi vigenti. Nonostante ciò la democrazia nel Medio Oriente fa fatica ad affermarsi, si pensi ad esempio in Libia dove dopo la destituzione e il conseguente omicidio di Gheddafi, il paese è in preda a lotte tribali intestine ed è diviso in due stati uno riconosciuto dalla comunità internazionale e l’altro in mano a terroristi del sedicente stato islamico (Isis). Inoltre quasi tutti i paesi della “Mezza luna fertile” sono diventati porto franco per il reclutamento di terroristi di matrice jihadista.

 

articolo di

Lucio Altina

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