Il Tempo e la Lingua-Evoluzione e mutamenti della lingua tedesca durante il Nazionalsocialismo

Il Tempo e la Lingua,  Evoluzione e mutamenti della lingua tedesca durante il Nazionalsocialismo

‘‘Rassenpsychologie und Rassengeschichte sind

 die Schlüssel zum Verständnis der Politik‘‘.

                                                                                        Jörg Lanz von Liebenfels

Nella tesi di laurea redatta per la fine del mio percorso triennale è stato considerato come oggetto di riflessione la lingua tedesca con i suoi mutamenti durante il periodo nazionalsocialista. Come è noto le lingue sono in costante evoluzione, e i cambiamenti, soprattutto nelle accezioni del significato, condizionano da sempre eventi storici, politici e sociali. In questo testo si è dato conto, con casi di studio specifici, proprio dell’inevitabile intreccio esistente tra lingua, storia e politica.

L’accento è stato posto soprattutto sul momento storico riguardante la Germania nazionalsocialista, o meglio  il Terzo Reich; con particolare attenzione alle parole caratterizzanti questo movimento politico, come ad esempio: Heimat, Vaterland, Blut und Boden, Sprache, Mensch, Volk, ed infine il lemma nazionalsocialista per antonomasia: Rasse. Il lavoro (intra)linguistico è stato effettuato tra l’ambito semantico originario dei termini presi in esame e il significato che essi assunsero durante l’epoca nazionalsocialista.

Si potrà ora più facilmente comprendere la scelta della citazione in epigrafe, infatti, come riportato, Lanz von Liebenfels ha in una sola frase espresso il nesso già citato tra lingua, storia e politica: ‘’Rasse’’ [razza] parola chiave del Nazionalsocialismo, ‘’Geschichte’’ [storia], ‘’Politik’’[politica]. Proprio per questo è importante ricordare che il giovane Adolf Hitler venne molto influenzato da questo scrittore ed ex-monaco cistercense: egli conservava tutte le copie del periodico Ostara edito da von Liebenfels, e trovò anche il modo di incontrarlo. Al fine di intendere quanto la lingua fosse importante sul piano politico e di comunicazione basti pensare alla propaganda dell’epoca, e non ci si riferisce solo al ministro della Propaganda Goebbels. Il linguaggio utilizzato era ricco di riferimenti alle radici della razza germanica, alla guerra, alla mitologia, e così via.

In un primo tempo il linguaggio tipico del regime era appannaggio esclusivo della comunità dei suoi sostenitori, di contro coloro che invece non lo utilizzavano erano facilmente riconoscibili come oppositori. Ma questa ‘’tecnica’’, come ha anche ribadito V. Klemperer nel testo LTI, col passare del tempo e il consolidarsi della dittatura perse ogni efficacia. Ascoltando e leggendo ogni giorno il ‘’linguaggio di regime’’, esso venne assorbito dal senso comune, entrando a far parte della vita quotidiana di tutti. Divenne esso stesso linguaggio quotidiano, parlato sia dai sostenitori del regime hitleriano che dai dissidenti.

Legato al nucleo problematico fondamentale di questa tesi è il tema della religione. Vi si tratteggia in questa introduzione qualche aspetto fondamentale, utile per l’interpretazione delle parole e degli ambiti semantici su cui il lavoro è stato basato. E’ importante, prima di tutto, ricordare che il Führer Adolf Hitler era considerato alla stregua di un Messia dal suo popolo. Egli sarebbe stato l’uomo, nella visione del Reich millenario, che avrebbe portato il Volk alla salvezza, in particolare avrebbe salvato il popolo dal rischio della corruzione razziale derivante dalla mescolanza delle varie ‘’razze’’, ma soprattutto dal pericolo del cristianesimo, una dottrina non autoctona, proveniente dal Medio Oriente i cui dettami corrompevano da secoli il vero spirito tedesco. Emblematica di questa (auto)rappresentazione messianica è la frase pronunciata dallo stesso dittatore dopo essere uscito indenne dall’attentato del 20 luglio 1944:

‘’Vedo in questo una conferma del compito, affidatomi dalla Provvidenza, di perseguire l’obiettivo di tutta la mia vita, esattamente come ho fatto fino ad oggi…”

Su quest’ultimo punto, secondo Hermann Rauschning, Hitler avrebbe detto:

“Nessuna delle due confessioni, protestante o cattolica, che per me sono la stessa cosa, ha speranza di un futuro, almeno fra i tedeschi. Il Fascismo italiano può scendere a patti con la Chiesa, in nome di Dio. Lo farò anch’io, perché no? Ma questo non mi fermerà dallo sradicare completamente, dalle radici fino ai rami, il Cristianesimo in Germania. O si è cristiano o si è tedesco. Essere tutti e due contemporaneamente è impossibile’’.

Analizzando questa frase è possibile individuare i due punti chiave dell’idea nazionalsocialista sulla religione:

  1. Non è una religione autoctona. (O si è cristiano o si è tedesco. Essere tutti e due contemporaneamente è impossibile)
  2. Bisogna partire proprio dalle parole ‘’radici’’ e ‘’rami’’. La religione nazionalsocialista voleva recuperare quella degli antenati, degli antichi germani, cioè una religione volta alla Natura, integrata però con nuovi simboli e nuovi martiri prontamente forniti dal Nazionalsocialismo, con Hitler come Messia. Invece, per loro, ciò che il Cristianesimo propone come propria dottrina è altamente innaturale contro l’istinto dell’uomo e completamente in antitesi con ciò che era la religione dell’antico popolo autoctono.

Alla luce di quest’ultima spiegazione bisogna ricordare ciò che Hitler, ma soprattutto Himmler, dicevano, cioè che il Nazionalsocialismo non va inteso solo come movimento politico, ma soprattutto come movimento spirituale; solo inquadrandolo in quest’ottica se ne potrà capire il vero significato.

Bibliografia:

  • Alfred Rosenberg: ‘’Il Mito del XX secolo’’ Primo volume. ‘’I Monografici – Associazione Culturale Thule Italia’’ seconda edizione in lingua italiana 2010. Titolo originale dell’opera: ‘’Der Mythus des 20. Jahrhundersts. Eine Wertung der seelisch-geistigen Gesaltenkämpfe unserer Zeit’’ München, 1930.
  • ID: ‘’Il Mito del XX secolo’’ Secondo volume. ‘’I Monografici – Associazione Culturale Thule Italia’’ Editrice Thule Italia 2012. Titolo originale: ‘’Der Mythus des 20. Jahrhundersts. Eine Wertung der seelisch-geistigen Gesaltenkämpfe unserer Zeit’’ München, 1930.
  • ID: ‘’Il Mito del XX secolo’’ Terzo volume. ‘’I Monografici – Associazione Culturale Thule Italia’’ Editrice Thule Italia 2012. Titolo originale: ‘’Der Mythus des 20. Jahrhundersts. Eine Wertung der seelisch-geistigen Gesaltenkämpfe unserer Zeit’’ München, 1930.
  • Richard Walther Darrè: ‘’La nuova nobiltà di sangue e suolo’’. Edizioni di Ar 1978. Titolo originale dell’opera: ‘’Neuadel aus Blut und Boden’’ München 1939.
  • Sabine E. Koesters Gensini: ‘’Parole sotto la svastica. Educazione linguistica e letteraria nel Terzo Reich’’. Carocci editore – ‘’Sapienza’’ Università di Roma, prima edizione 2008.
  • Viktor Klemperer: ‘’Lingua Tertii Imperii. La lingua del Terzo Reich. Taccuino di un filologo’’. Casa Editrice Giuntina quarta edizione 2011. Titolo originale ‘’LTI. Notizbuch eines Philologen’’.
  • Nicolao Merker: ‘’Il sangue e la terra. Due secoli di idee sulla nazione’’. Roma. Editori Riuniti, 2001.
  • ID: ‘’La Germania. Storia di una cultura da Lutero a Weimar’’. Roma, Editori Riuniti, 1990. 

Sitografia:

Erika Inderst

Relatrice

Prof. ssa Camilla Miglio

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