A cuore aperto- un’opera contemporanea che da sedici anni non smette di sorprendere

“A cuore aperto”: un’opera sospesa nello spazio e nel tempo

Ieri, 6 novembre si è tenuta la prima di “A cuore aperto- l’amore non muore mai” di Patrizio Cigliano presso il Teatro 7 di Roma. L’opera, che rimarrà in scena fino al 18  Novembre, è una storia sospesa nello spazio e nel tempo scritta dallo stesso Patrizio Cigliano che, inoltre, calca il palcoscenico insieme a Beatrice Fazi. Tutto, dalle musiche originali di Fabio Bianchini alla dinamica messa in scena, crea un’atmosfera di sospensione. Infatti il tempo si congela, rallenta e nell’arco di un’ora e mezza circa ci vengono raccontate le emozioni racchiuse in uno sguardo lungo solamente due minuti. Due minuti densi, carichi, che portano con se i ricordi di una vita insieme, di un’amore, settant’anni di una storia che ormai sta volgendo al fine. Il tempo è un essere famelico che divora tutto e l’orologio che ne scandisce lo scorrere ci ricorda si l’ineluttabilità della fine, ma anche qualcosa di più grande che riesce a vincere persino la morte.

A cuore aperto- un'opera contemporanea che da sedici anni non smette di sorprendere
Patrizio Cigliano e Beatrice Fazi in A Cuore Aperto

Il testo è semplice, essenziale, senza fronzoli e sta proprio in questo la sua ricchezza. Saba una volta disse che la rima “fiore-amore” è la più difficile e la più bella al mondo, seguendo questo principio il testo di Cigliano emoziona senza bisogno di colpi di scena o trovate sensazionali. Le parole colpiscono allo stomaco proprio perché dirette, raccontano senza pudori una storia d’amore ordinaria, fatta anche di routine e di battibecchi. L’autore riesce, infatti, a descrivere accuratamente delle emozioni così basilari, così elementari che arrivano a toccare nel profondo. Non è un caso che l’opera sia riuscita, negli ultimo sedici anni, ad emozionare numerosi spettatori e che conti all’attivo tredici stagioni e più di quattrocento repliche.

La messa in scena, curata nei minimi dettagli, è dinamica e coinvolgente. Il regista gioca anche a livello visivo sulla contrapposizione degli opposti che si armonizzano quasi a rimarcare come proprio le differenze tra i due protagonisti  li rendano complementari. Interessantissimo l’uso dello spazio e delle luci che con i diversi colori marcano distinte dimensioni all’interno del fluire dei ricordi e del tempo.

 

Articolo di

Simona Ciavolella

 

 

 

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