Privacy Policy Il governo brasiliano dal 1964 - The Serendipity Periodical
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Il governo brasiliano dal 1964

Il governo brasiliano dal 1964

Il malcontento sviluppatosi nella popolazione brasiliana in seguito alle fallimentari riforme promosse dall’allora ministro Joao Goulart diede inizio a delle rivolte popolari sempre più feroci e inarrestabili. Tutto ebbe inizio il 19 marzo, quando fu organizzata “La marcia della famiglia con Dio per la Libertà” a São Paulo, alla quale presero parte più di 500mila persone. Nello stesso periodo vide la luce la protesta dell’Associazione dei Marinai, volta a garantire tutti i diritti ed il giusto salario ai marinai. Ma, il 24 marzo, il ministro Silvio Mota emanò un mandato d’arresto per i leader dell’Associazione. Il giorno seguente i marinai, i fucilieri e i ricercati si raggrupparono presso il sindacato dei metallurgici scioperando. Il ministro, con l’aiuto dell’esercito, tentò di attaccarli, ma si raggiunse un accordo tra Mota e uno dei leader sovversivi, Dante Pellicani. Di conseguenza il ministro della marina, Anselmo, sentendosi offeso, lasciò la carica e Goulart, al suo posto, nominò l’ammiraglio in  pensione Paulo Rodrigues, accentuando il malcontento dei marinai.

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Golpe del 1964: la fine del governo Goulart

Goulart si recò a Rio per tenere una conferenza ad una schiera di sergenti, senza sapere però che il golpe era già in atto. Il 31 marzo il generale Olimpìo Murao Filho, con l’appoggio del governatore Magalhaes Pinto, mobilitò le truppe del I esercito verso Rio con il supporto delle truppe del II esercito comandate dal generale Amauri Kruel. La notte del 1 aprile il presidente Goulart riuscì a scappare lasciando la carica di presidente. Auro Mora Andrade ne prese il posto ignaro del golpe; i militari governavano il paese con l’intenzione di rimanerci a lungo grazie all’instaurazione di un governo autoritario.

L’inizio del nuovo governo: l’AI-1

L’A1 proclamato il 9 aprile del 1964, mantenne alcune caratteristiche della Costituzione del ’46. Un decreto emanato all’epoca aveva l’obiettivo di rafforzare il potere Esecutivo e di ridurre il campo d’azione del congresso. Il presidente della Repubblica era costretto ad inviare i disegni di legge alla Camera e al Senato per essere esaminati, a tale scopo erano dedicati 30 giorni, ma se questo termine non fosse stato rispettato le riforme sarebbero state automaticamente approvate. Inoltre con questo nuovo decreto si ebbe la facoltà di rimuovere chiunque da qualsiasi carica, infatti furono molti i politici rimossi grazie alle inchieste poliziesco-militari. Ad essere presi di mira furono anche gli studenti, perseguitati persino all’interno delle università, in quanto rappresentavano uno dei nemici più temibili del governo. Nel giugno dello stesso anno, il governo, per avere un controllo maggiore sulla popolazione, creò il “Servizio nazionale delle informazioni” (SNI) gestito dal generale Golberi do Couto e Silva, il cui compito fu quello di “raccogliere e analizzare informazioni attinenti alla sicurezza nazionale e alla controinformazione e all’informazione sulle questioni di sovversione interna”.

Castel Branco

Il 15 aprile 1964 il generale Humberto de Alencar Castelo Branco fu eletto presidente con incarico fino al 31 gennaio 1966. Il gruppo castelista aveva come obiettivo l’istituzione di una democrazia “ristretta” con il contributo dell’AI-1. A livello economico riformò il sistema capitalista con lo scopo di modernizzarlo e di utilizzarlo per contenere le minacce.

La politica economica: PAEG

Sotto il profilo economico venne istituito il programma d’azione economica del governo (PAEG) promulgato dai ministri Roberto Campos e Otavio Gouveia de Bulhoes. Il PAEG cercò di ridurre al minimo il deficit del settore pubblico limitando il credito privato e diminuendo i salari dei lavoratori. Inoltre tentò anche di controllare le spese dei vari paesi brasiliani promulgando un emendamento che proibisse l’addebitamento senza il consenso del governo federale. Il riequilibrio delle finanze venne garantito da un forte taglio ai sussidi per i prodotti di base con il conseguente aumento delle tasse. Iniziò così una campagna d’esportazione. Contemporaneamente fu anche promulgata una legge che regolamentava le esportazioni dei capitali e gli investimenti stranieri. Bisogna ricordare che il congresso durante questi 20 anni non aveva approvato nessuna legge che garantisse il diritto allo sciopero. Inoltre, il governo, cancellò uno dei diritti più apprezzati dai salariati urbani: la stabilità d’impiego dopo dieci anni di servizio.

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Proteste del 1968

Nuove leggi: dall’AI-2 all’AI-4

Castelo Branco col passare dei giorni rafforzò ancor di più il suo potere istituendo altri 3 decreti: il primo fu l’AI-2 con il quale stabilì definitivamente che il presidente e il vicepresidente dovessero essere eletti tramite la maggioranza assoluta del congresso Nazionale, in sessione pubblica e con votazione nominale. Oltretutto rafforzò ancor di più il potere del presidente permettendogli di emanare atti complementari con valore di legge. Eliminò anche i partiti esistenti, lasciandone in vita solo due: L’Alleanza Rinnovatrice Nazionale e il Movimento Democratico Brasiliano. Il secondo fu l’AI-3, con il quale stabilì che i governatori dei vari paesi avrebbero dovuto essere eletti con voto indiretto, attraverso le varie assemblee statali. Il governo castelista completò le sue riforme registrando un ultimo cambiamento nel gennaio del 1967: l’AI-4 venne proclamata in sessione straordinaria, la quale incorporò la legislazione che aveva ampliato i poteri dell’esecutivo specialmente riguardo la sicurezza nazionale.

I primi movimenti di opposizione

Ormai escluso dal mondo politico, Lacerda decise di rientrare in scena chiedendo aiuto ai suoi nemici politici, Goulart e Kubitschek per formare il Fronte Ampio, tentando una democratizzazione del paese. Nel 1968 la mobilitazione crebbe, i giovani si ribellarono, negli stessi anni in America si manifestava contro la guerra nel Vietnam. Questo clima di rivolta, in Brasile, ebbe grande effetto anche nel mondo artistico, soprattutto per quanto riguarda la musica (tropicalismo). Lo sciopero di Osasco fu condizionato dai gruppi di sinistra, i quali credevano fortemente nella lotta armata come unico mezzo per fermare il regime militare. Questi gruppi erano stati fortemente influenzati dalla rivoluzione cubana e dalla nascita dei movimenti di guerriglia nel mondo latino. Nel 1967 un gruppo frazionario, capeggiato dal veterano comunista Carlos Marighella, creò una scissione tra le truppe, nacque così l’Alleanza di Liberazione Nazionale (ALN). Importante fu la protesta del deputato Marcio Moreira Alves, eletto per l’MBD di Guadanabra, il quale, grazie ad un discorso, incitò la popolazione a boicottare la parata militare del 7 settembre, suggerendo alle donne di rifiutarsi di fare l’amore con i soldati che avevano partecipato agli atti di violenza.

L’AI-5, le censure e gli esili

Con l’AI-5 il presidente ebbe la facoltà di chiudere il congresso. Il potere si concentrò nelle mani della “comunità di informazioni”, cioè di quei personaggi che governavano gli organi di vigilanza e repressione. Cosi iniziò un nuovo ciclo di revoche, mandati e perdita dei diritti politici. Venne stabilita la censura per i mezzi di comunicazione e la tortura divenne marchio del governo. Nell’agosto del 1969 Costa Silva fu vittima di un ictus e i militari decisero di destituirlo, violando i canoni precedentemente prescelti, nominando Pedro Aleixo. Basandosi sul decreto AI-13 la giunta introdusse la condanna all’esilio dal territorio nazionale, applicabile ai brasiliani divenuti “oppositori” o dannosi per la sicurezza interna del paese. Successivamente con l’AI-4 venne introdotta la pena di morte “per i casi di guerra estremi”.

Il governo Geisel: un nuovo inizio

A metà del’73 venne proclamato come presidente Ernesto Geisel, importante per il suo passato da militare oltre a che quello come presidente della Perobras. Geisel come presidente, permise all’MBD di entrare in politica come movimento d’opposizione. L’emendamento n.1 della costituzione del 1967 apportò dei cambiamenti nel sistema elettorale presidenziale della Repubblica, prevedendo la costituzione di un collegio elettorale, composto da membri del Congresso e da delegati delle Assemblee Legislative dei vari Stati. L’equipe di Geisel lavorava alla realizzazione di una democrazia  conservatrice partendo dalla lotta contro la tortura. Il potere apparteneva agli organi di repressione, producendo effetti negativi all’interno della gerarchia militare: ad esempio un ufficiale di grado inferiore poteva controllare tutto, persino la vita o la morte di una persona. Nel corso degli anni il governo Geisel diede inizio a misure repressive atte a calmare la corporazione militare, inoltre venne sospesa la censura nei mezzi d’informazione. Nell’ottobre del 1975, nel corso di una sommossa popolare, il giornalista Vladimir Herzog venne arrestato perché sospettato di avere rapporti con il PCB. Venne arrestato, torturato e ucciso ma, per mascherare il tutto, la sua morte venne registrata come “suicidio per impiccagione”, non fu l’unico caso in quel periodo. Il fatto provocò grande indignazione. Il presidente Geisel decise di agire sostituendo il capitano del II esercito, Ednardo D’Avila Melo, con un generale di sua fiducia, Dilermando Gomes Monteiro, il quale cominciò ad intrattenere un contatto con il popolo. Altro fatto che scosse il paese fu quando nel settembre del 1977 la polizia militare fece irruzione nell’università cattolica di Rio pestando a sangue gli studenti che vi si trovarono.

Il pacchetto d’aprile

Nacque dopo una crisi tra l’esecutivo e il congresso, proprio quando il governo si trovava in difficoltà, in quanto incapace di raggiungere la maggioranza per apportare determinati cambiamenti nella costituzione. Nel 1978 il congresso approvò l’emendamento costituzionale n.1, entrato in vigore nel gennaio 1979, con il quale si mise fine all’AI-5, cioè l’esecutivo non aveva più la facoltà di sospendere il congresso.

Governo Figueredo

Greisel nominò come suo successore il generale Joao Battista Figueredo, anche se Frota aprì la campagna elettorale nel maggio del 1977, iniziando ad attaccare il governo, venne subito eliminato dal mondo politico. Il governo Figueredo è conosciuto per due motivi: l’ampliarsi dell’apertura e il peggioramento della crisi economica.

Le elezioni del 1982

João Figueiredo istituì una legge di amnistia per i vari reati politici, ARENA e MDB vennero sciolti e consentì la formazione di nuovi partiti politici. Nel 1985 si tornò all’elezione diretta del presidente della Repubblica. Tancredo Neves divenne il primo presidente non militare dopo più di 20 anni, ma il suo governo non durò molto.

 

Articolo di

Fabrizio Bianchi

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