Ela não nos representa - Manifesto degli artisti brasiliani

Ela não nos representa – Manifesto degli artisti brasiliani

Un manifesto per la libertà di espressione

Il Presidente Jair Bolsonaro è noto a tutti per le sue imprese alquanto controproducenti e poco solidali verso il popolo brasiliano. Ultimamente poi è divenuto anche famoso per  cambiare ministri come se fossero panni sporchi. In un tempo stimato di circa due mesi, Bolsonaro ha alternato più di 5 ministri nei vari settori del suo assetto politico. Iniziando dal “Caso Moro” alla Giustizia, passando per i 3 ministri della Sanità (licenziati poiché contrari alla riapertura dei negozi in piena emergenza COVID-19), per finire con il ministro della Cultura. Continui  cambi che ci ricordano come alla base del suo governo ci siano principi militari e dittatoriali, I suoi uomini di fiducia infatti appartengono tutti al sistema militare.

Regina Duarte

Un’altra divertente caratteristica di Jair Bolsonaro è quella di nominare come ministri gente estranea al mondo politico e poco competente. Tra  questi un ex porno attore ed una ex attrice; questo la dice lunga sullo spessore intellettuale del presidente e dei suoi fedelissimi. Dicendo ciò non si vuole insinuare che gli attori siano poco muniti di cultura ma esaminare un caso in particolare. Una nomina che ha fatto scalpore è stata quella di Regina Duarte. Ex attrice nominata Segretaria speciale alla cultura da gennaio 2020 per poi essere licenziata a maggio. Motivo di tanto scalpore sono stati i suoi continui comportamenti anti-etici e stereotipati. Ciò che ha davvero sollevato il polverone però, che ha indignato un intero popolo, sono state le dichiarazioni esposte durante un’intervista:

 In Brasile non c’è mai stata la dittatura!

 L’intervista è proseguita fra l’incredulità e lo sbigottimento generale con una sequela di lodi volte ad idolatrare il presidente. Nel giro di pochi minuti è scoppiata una rivolta tramite social. Un ripudio generale. Più di 500 artisti si sono riuniti nella scrittura di un manifesto contro Regina Duarte. Tra questi anche firme storiche della cultura brasiliana, i quali non ammettono un ritorno alla censura, non tollerano la distruzione del settore culturale e non ammettono la proibizione della libertà di espressione.

Manifesto

Brasile, 8 maggio 2020

Siamo artisti brasiliani e facciamo parte del  popolo che difende la democrazia e sostiene l’indipendenza dalle istituzioni per far valere la costituzione del 1988.

Facciamo parte della maggioranza che comprende la gravità del momento che stiamo vivendo e chiediamo rispetto per le persone morte e per quelle che lottano per la propria sopravvivenza in un paese devastato dalla pandemia e dalla nociva inefficienza del potere pubblico.

Facciamo parte dei brasiliani che non tollerano i crimini commessi da qualsiasi governo, che ripudiano la corruzione e la tortura  e che non desiderano un ritorno ad una dittatura militare.

Facciamo parte della maggioranza che non accetta i ripetuti attacchi nei confronti dell’arte, della scienza e della stampa, e che non ammettono la distruzione del settore culturale o di qualsiasi minaccia alla libertà d’espressione.

In qualità di artisti, intellettuali e produttori culturali, formiamo la maggioranza che ripudia le parole e i comportamenti di Regina Duarte come Segretaria della Cultura.

Lei non ci rappresenta.

 

In questo link è reperibile il manifesto in lingua originale

 

Articolo e traduzione di

Fabrizio Bianchi

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