Calma e quieta è la notte. La leggenda dei bagni di Szigetvàr

Il romanzo di Vittorio de Martino immerge il lettore in un mondo esotico, un po’ lontano nel tempo e nello spazio, per sradicare il lettore, per cogliere sfumature squisitamente storiche e seguire le increspature del sentimento

Il romanzo scritto da Vittorio de Martino racconta il periodo storico del 1566: Venezia è la città dove si snoda il racconto, Istanbul diventa il punto di arrivo delle vicende eroiche di un innamorato. L’imbarco su una nave clandestina, la paura di essere ucciso, la volontà di trovare la sua ragazza sono i rischi della storia avvincente, eroicamente vissuti in prima persona dal protagonista.

Il colpo di scena finale rappresenta quell’intreccio letterario ben costruito per sorprendere il lettore. Il sentimento, sapientemente coniugato con un periodo storico, diventa la peculiarità determinante nel libro Calma e quieta è la notte. La leggenda dei bagni di Szigetvàr di Vittorio de Martino – La Lepre Edizioni, aprile 2019.

Siamo nel 1566: lo sterminato esercito di Solimano il Magnifico circonda una piccola cittadina ungherese.

Il racconto si svolge in un meraviglioso susseguirsi di avvenimenti che lasciano il lettore affascinato fino all’ultima pagina. Sullo sfondo c’è uno straordinario amore vissuto con passione che riesce a diventare un ottimo collant narrativo. Potremmo definirlo uno stile dell’autore con il quale rendere maggiormente partecipe il lettore.

 

La morte è un destino impossibile da evitare, un vecchio si ritira nei bagni turchi deserti e, in quel silenzio irreale, aspetta la fine. Ed è proprio in questo luogo particolare (sicuramente non abituale) che incontra un ragazzo il quale vuole raccontare una storia.

A questo punto si dipanano due trame parallele: fuori l’assedio, con l’orrore della morte che incombe; dentro, invece, il tempo sembra fermarsi durante la narrazione. Possiamo definirla una storia d’amore tra due ragazzi che conoscono solo il presente. Nel libro il lettore si immerge dentro Venezia e su un’isola abitata da monaci banditi, dove un misterioso prigioniero prepara una nuova carta del mondo, fino ad arrivare a Istanbul.

Alla fine del romanzo le due storie, l’assedio e il racconto d’amore, convergono e il vecchio capisce che non può trattarsi di un semplice caso. L’epilogo della storia è decisamente a sorpresa, alimentando una nuova luce sull’intera vicenda. Questo mistero avvolge il lettore che diventa sempre più coinvolto dalle vicende raccontate da una narrazione chiara e ricca di imprevisti. Non si può restare senza emozione quando si è immersi nelle diverse peripezie affrontate dai personaggi.

L’autore

Vittorio de Martino, nato a Roma nel 1959, possiede una cultura diversificata. Studia pianoforte e danza classica entrando alla Scala; si impegna nel teatro con passione diventando assistente alla regia (Eduardo De Filippo, Giancarlo Menotti). Nella sua vita sceglie di trasferirsi a Parigi dove si laurea in storia dell’arte e lavora come insegnante e guida. Non si ricordava di avere scritto questo libro, soltanto il crollo di una libreria ha riportato alla sua memoria il manoscritto, suo primo romanzo.

Contesto storico della Turchia

Solimano il Magnifico nasce a Trebisonda il 6 novembre del 1494, sultano dell’Impero Ottomano dal 1520 fino alla sua morte. L’ascesa di Solimano coincide con il momento più elevato per la cultura ottomana, senza tralasciare la sua espansione militare e l’influenza politica.

Solimano è sultano, califfo, protettore della Mecca, durante il suo regno si fa chiamare khan, rivendicando titoli ancestrali dell’antico Oriente, senza rinunciare all’altra parte dell’allora mondo conosciuto, pretendendo spesso d’essere definito il “Cesare dei Cesari”, erede di Roma e di Bisanzio.

Il romanzo, ambientato in uno dei periodi storici dell’impero Ottomano, vuole sottolineare la potenza di Solimano da evidenziare come autentica grandezza che sovente veniva ostentata alla popolazione, con l’obiettivo di accrescere il ruolo e l’importanza del Capo della nazione.

Questa imponenza ricorre spesso nei diversi periodi storici della nazione

dipingendo la Turchia come paese autorevole perché il sultano comanda in maniera assoluta. La situazione politica e sociale, se vogliamo suggerire un paragone della recente storia contemporanea della nazione raccontata nel libro, viene vissuta in costante emergenza nella Turchia di Recep Tayyip Erdoğan, dove ormai la popolazione deve obbedire a una forma di dittatura voluta dallo stesso Recep Tayyip Erdoğan.

La Turchia è un paese nel quale i conflitti si sono succeduti nel tempo, quasi fossero degli episodi normali del vivere quotidiano; questa influenza negativa si riflette sulla crescita politica, sociale ed economica dello stato. Le guerre azzerano lo sviluppo sociale, diminuendo la naturale crescita di uno stato; al contrario, i paesi più “pacifici”tendono a vivere un’evoluzione costante.

Le molteplici vicissitudini accadute nel tempo dimostrano e causano la debolezza della Turchia. I diritti civili negati caratterizzano il paese nell’immaginario collettivo del resto del mondo. Nella spietata dittatura del presidente Recep Tayyip Erdoğannon è semplice trovare una interpretazione oggettiva di quanto accade.

La Turchia si trova nel punto esatto dove convergono i Balcani, il Caucaso, Il Medio Oriente e il Mediterraneo orientale

È uno dei paesi più grandi della regione in termini di metri quadrati e popolazione; la sua superficie è più estesa di quella di qualsiasi stato europeo. Il paese è quasi completamente situato in Asia, comprendendo la penisola dell’Asia Minore, mentre a est si estende nella parte della regione montuosa che viene talvolta indicata come altopiano armeno.

La parte restante – la Tracia (Trakya) turca – si trova nell’estremità sudorientale dell’Europa, piccolo frammento di un impero che una volta copriva gran parte dei Balcani. Con la sua posizione geografica il paese risente delle evidenti influenze sociali e culturali di porzioni di mondo in perenne conflitto. Differenti visioni si incrociano incidendo pesantemente sugli equilibri delle popolazioni. La questione curda è da sempre un grande problema sociale e politico, costantemente lasciato senza un’adeguata soluzione.

Basti pensare che la delicata questione è sul tavolo della diplomazia internazionale sin dagli inizi degli anni Venti, quando le potenze europee stabilirono i confini attuali dell’area mediorientale, proprio in conseguenza della caduta dell’Impero Ottomano.

Una letteratura fresca

Il racconto contenuto nel romanzo Calma e quieta è la notte. La leggenda dei bagni di Szigetvàr è una letteratura fresca, condita con un buon linguaggio storico che è facilmente comprensibile; questa peculiarità conferisce al libro quella preziosa originalità: restare impressa nella memoria del lettore. È una storia affascinante da non perdere per le sue implicazioni storiche e sentimentali che travolgono i protagonisti. Il classico comportamento degli scrittori inserisce sempre una buona dose di sentimento quando vogliono raccontare un periodo storico: rendere partecipe il lettore per seguire le vicissitudini del sentimento, cogliere le sfumature squisitamente storiche.

La dialettica storia-sentimento

Tutto ciò diventa affascinante perché conoscere la Turchia mediante un viaggio ricco di passione trasporta il lettore in un immaginario personale, in grado di memorizzare la nazione come un luogo bello, piacevole, allegro, emozionante, conservando un ricordo sempre brillante. Nella letteratura storica è sovente usato il binomio sentimento-storia per semplificare, durante il racconto, episodi complessi che potrebbero risultare di difficile comprensione.

Gli scrittori prendono favorevolmente confidenza con il racconto, farcito di intrecci sempre mediante un retroscena sentimentale perché si rende più umano, quindi maggiormente vicino al lettore proprio il periodo storico da raccontare.

È una riflessione su cui soffermare la nostra attenzione perché possiamo comprendere con maggiore facilità gli stili di scrittura adottati anticamente, i quali si sono tramandati negli anni. Il racconto della letteratura segue precisi canoni standardizzati ed è indispensabile conoscere la sua costruzione grammaticale per capire la chiave di lettura di un romanzo storico.

Non è una banalizzazione se proviamo a pensare ai classici del passato, notiamo subito che le più importanti opere hanno una protagonista femminile coinvolto nel racconto. Quando gli scrittori vogliono entrare nel cuore del lettore devono usare questa particolarità per coinvolgere le persone; questo è possibile soltanto con lo straordinario intreccio dove il sentimento travolge il racconto, diventando protagonista assoluto insieme alla storia.

È proprio questo connubio bene equilibrato a restare nel lettore, facendo breccia nel suo cuore; con un affascinante episodio da ricordare sarà più semplice memorizzare la storia raccontata.

 

articolo di

Francesco Fravolini

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