La Brexit come un “Taglio” – intervista ad Anthony Cartwright

La Brexit ha segnato drasticamente la nostra epoca a prescindere da quali saranno le conseguenze

Il 23 giugno 2016 ha sancito un “taglio” netto tra prima e dopo; ce la racconta così Anthony Cartwright con il suo ultimo romanzo “Il taglio”. Una spaccatura che nel Regno Unito ha reso visibile una incredibile discrepanza tra una working-class sempre più povera e una classe dirigente che ha dimenticato la realtà. È questo il tema del quinto romanzo dello scrittore inglese che si inserisce nel filone del realismo sociale. Ciò che rende quest’opera interessante è la voce fuori dal coro di Cartwright che ha deciso di mostrare la Brexit dalla prospettiva di chi ha votato leave. L’opera è una dialettica tra i due protagonisti, una giornalista ed un ex-pugile, e sarà l’abilità di Cairo che permetterà a Grace di allontanarsi dall’ottica di élite per comprendere le ragioni di chi fatica a sbarcare il lunario. “Il Taglio” è stato presentato a Roma in occasione del decimo anniversario di “Libri come” ed in questa occasione abbiamo avuto il piacere di parlarne con lo stesso Cartwright.

Nel libro sembra che l’esito del referendum sia inevitabile, è dovuto al fatto che è stato scritto dopo la Brexit?

Il senso di ineluttabilità è nel mondo di Cairo non in quello di Grace, per lei è stato uno shock. Dudley, la città in cui il libro è ambientato, ha votato due a uno a favore del leave mentre Londra, da dove viene Grace, ha votato tre a uno per il remain.Io mi muovo tra queste due realtà e, sebbene fossi sorpreso del risultato, non ho vissuto lo shock dei londinesi.

Perché ha deciso di parlare di amore in un romanzo così politico?

Ho provato coscientemente a creare un link tra personale e implicazioni politiche più ampie, macro e micro a confronto. Cercavo di scrivere un libro riguardo come spesso il politico diventa privato e viceversa. Volevo concentrarmi soprattutto sulle reazioni al voto e su come l’emotività abbia giocato un ruolo nell’esito del voto stesso.

Nell’ultimo capitolo si sottolinea un senso di apatia da parte della società. Il modo in cui le persone reagiscono ai fatti è cambiato negli ultimi anni?

L’economia inglese ha lavorato per creare un paese ricco con molti poveri favorendo un processo di marginalizzazione. Questo ha portato a una perdita di speranza, se non posso controllare nulla perché dovrei provare a farlo?

Cairo si configura come un personaggio particolare, se da una parte incarna la working-class delle Middlands, dall’altra è un conoscitore tanto della politica che della storia locale. Questo lo colloca a metà tra i due mondi, come è arrivato a creare un personaggio così complesso?

Uno dei motivi per cui ho scritto questo libro era che coloro che hanno votato leave sono stati bollati come razzisti, ignoranti. Per quanto in alcuni casi possa essere vero, non è possibile che 17 milioni e mezzo di persone siano tutte stupide. Cairo è un uomo intelligente ma le circostanze lo portano a non usare questa intelligenza.

Articolo di

Simona Ciavolella

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