Il Sessantotto: Francia e Messico a confronto

Sono passati cinquant’anni ormai dal 1968, un anno che scosse diversi paesi europei ma che ebbe un riecheggiamento anche oltre oceano.

Il Messico, paese povero economicamente e in procinto di ospitare i giochi olimpici, visse attimi di terrore riversati nel sangue. In Francia, invece, le cose andarono diversamente. Ripercorriamo insieme alcune delle tappe principali di questo movimento.

Il ’68 in Francia

Sull’onda di ciò che accadde nel 1964 negli Stati Uniti d’America, nel campus di Berkeley, in California, dove si diede il via al cosiddetto Free Speech Mouvement a favore della pace e contro la guerra del Vietnam, il movimento del ’68 in Francia nacque a partire dagli studenti.

Tutto iniziò il 22 marzo con la nascita di un’agitazione universitaria guidata dallo studente Daniel Cohn-Bendit che portò alla chiusura della facoltà di Nanterre.

Da qui, gli studenti arrivarono alla Sorbonne, nel centro di Parigi, diffondendo un senso di ribellione contro qualcosa che non poteva più essere accettato.

Ma cosa scatenò questo movimento?

Innanzitutto, il malcontento vissuto dagli studenti all’università, alimentato in gran parte dalla riforma Fouchet emanata nel 1967 e dalla crescita delle iscrizioni universitarie (con la conseguente scarsità di posti) dovute al boom economico e demografico del dopoguerra.

Inoltre, tra le tante altre cause, un sistema scolastico, familiare e governativo considerato ormai troppo autorevole, rigido e antico. Gli stessi giovani iniziarono a mettere in atto un rinnovamento del potere. Essi non riuscivano a trovare il loro posto nella società dell’epoca, una società dei consumi.

“Difatti, il maggio del ’68 costituisce un movimento culturale e sociale di tipo nuovo, fuori dai partiti e sindacati tradizionali. Da una parte, contesta la società dei consumi e l’ideologia produttivistica che ispira, più preoccupata del rendimento finanziario che della felicità degli uomini; denuncia l’alienazione dagli oggetti e la creazione permanente di bisogni nuovi. Dall’altra parte, esalta la crescita dell’individuo, il suo diritto alla felicità, contro la rigidità delle gerarchie e le discipline ereditate. Così è rimesso in causa il modello autoritario, lo stile di comando gerarchico, burocratico, che prevale nella famiglia, a scuola, nell’impresa, nello stato, nelle chiese, in tutte le organizzazioni e strutture sociali. Nella priorità data all’individualità, alla soggettività di ciascuno, si trova l’elemento in comune che lega tutti gli aspetti del maggio ’68. Ecco perché le vecchie strutture rivendicative, la sinistra, i sindacati, sono emarginati da questo nuovo movimento.” [1]

Al governo in quegli anni vi era Charles de Gaulle[2]

che non era stato eletto da quei giovani che avevano meno di 21 anni e che ancora non potevano votare. Gli scontri tra gli studenti e la polizia furono abbastanza duri e violenti.

Ci furono feriti, costruzioni di barricate, università e teatri occupati, lanci dei famosi pavés[3], manifestazioni, scioperi. La notte tra il 10 e l’11 maggio è ricordata come la nuit des barricades[4], durante la quale la tensione tra gli studenti e la polizia degenerò nell’uso della violenza.

Il mese di maggio fu centrale. Tanti furono gli eventi che si susseguirono di giorno in giorno, fino a quando gli studenti non incontrarono la solidarietà del resto del popolo e, soprattutto, degli operai.

Avvenne una cosiddetta unione tra gli studenti e questi ultimi, che chiedevano migliori condizioni di lavoro e un aumento dei salari.

La crisi non era più solamente culturale: si parlava ora di crisi sociale.

Fianco a fianco, diverse generazioni sfilarono nel centro di Parigi mostrando manifesti e slogan diretti. La sera del 14 maggio gli operai occuparono diverse fabbriche a Nantes, dando il via a un susseguirsi di scioperi che portò ad un arresto totale della Francia. Altre fabbriche furono occupate e gli scioperanti salirono a 7 milioni.

Per risolvere la complessa situazione, il 27 maggio furono proposti gli accords de Grenelle[5] che, però, non posero fine all’agitazione in quanto offrivano dei miglioramenti riguardanti solamente i salari degli operai. Gli scioperi così continuarono.

Il 29 maggio furono annunciate le elezioni anticipate da parte di Charles de Gaulle, che vinse nuovamente il 30 giugno confermandosi al potere di quel governo considerato ormai troppo “passato“.

Quale eredità ha dunque lasciato il movimento del ’68 in Francia?

“Le sue ripercussioni sono multiple. La legge Edgar Faure introduce la partecipazione nelle università, che ne sono trasformate. La legge sulle sezioni sindacali d’impresa apre la via a una lenta trasformazione delle relazioni salariali. Sul piano politico, il maggio ’68 ha annientato l’autorità del “vecchio” generale de Gaulle: la sua uscita dopo il fallimento del referendum dell’aprile 1969 ne è il risultato differito. A sinistra, la crisi provoca una scintilla dalla quale deriva il rinnovato partito socialista (PS) nel 1972, e il programma comune PS-PCF del 1974. La vittoria di François Mitterand nel 1981 ne è l’eco lontana. Nello stesso modo, i movimenti femministi e ecologici sono gli ereditieri del maggio. La crisi del 1968, […] ha quindi contribuito, in mancanza della rivoluzione, alla modernizzazione della società francese.” [6]

Il ’68 in Messico

In America centrale, in particolare in Messico, un evento di sangue e terrore marca il ’68. Avvenne una vera e propria carneficina, ricordata con il nome di “massacro di Tlatelolco”: giovani disarmati vennero uccisi dai militari mentre manifestavano pacificamente nella “piazza delle tre culture”. Il numero preciso delle vittime è ancora oggi sconosciuto.

Anche in questo caso le manifestazioni partirono dagli studenti. Il periodo centrale va dal mese di luglio a quello di ottobre, ricordato per il massacro. Come in Francia ci furono feriti tra i giovani (causati dall’intervento della polizia) e gli operai si unirono alle proteste degli studenti. Il 23 luglio ebbe luogo la prima manifestazione, seguita da quelle del 26 e del 29 luglio, che terminarono con numerosi feriti.

Gli studenti erano principalmente contro l’idea di ospitare i giochi olimpici in quell’anno e i mondiali di calcio programmati per due anni dopo, ma si opponevano anche alla società messicana dell’epoca, all’analfabetismo e alla povertà dilagante.

La violenza

Gli arresti violenti da parte della polizia non fecero altro che portare a nuove manifestazioni e l’8 agosto gli studenti proclamarono uno sciopero, chiedendo aiuto economico al resto del popolo ed esortandolo allo stesso tempo ad unirsi a loro.

“A fine agosto, il divario si accentua ulteriormente tra gli studenti e le autorità del governo: il presidente Diaz Ortaz, pur facendo delle concessioni verbali, avverte che non esiterà ad utilizzare tutta la forza necessaria per ristabilire l’ordine.” [7]

Il governo rimase ancor più colpito dalla marcia silenziosa del 13 settembre, durante la quale giovani sfilarono senza parlare ne fare rumore, alcuni di loro chiusero persino le loro bocche con del nastro adesivo. Il 2 ottobre, circa dieci giorni prima dell’inizio delle olimpiadi, una nuova manifestazione di studenti invase la “piazza delle tre culture”.

In questa occasione, tuttavia, l’esercito aprì il fuoco sui manifestanti iniziando a sparare dai tetti degli edifici, mentre i carri armati devastarono la piazza. Nonostante questo atroce avvenimento, il 12 ottobre le olimpiadi furono inaugurate e durarono fino al 27.

“Il massacro di Tlatelolco solleva poche reazioni internazionali. Il presidente del CIO annuncia che i giochi olimpici si terranno come previsto, dieci giorni più tardi. Inoltre, l’indomani stesso del massacro, i ministri europei e i rappresentanti del FMI accordano un prestito al Messico, cosa che costituisce una prova di fiducia per i suoi dirigenti che hanno saputo restaurare l’ordine nel loro paese. La cosa peggiore è sicuramente il comportamento dei governi messicani che negarono duranti gli anni le loro responsabilità in questo massacro”. [8]

Fonti:

  • Encyclopédie Larousse en ligne – événements de mai 1968 [https://www.larousse.fr/encyclopedie/divers/%c3%a9v%c3%a9nements_de_mai_1968/131140]
  • Mexico 1968, data da ricordare   Il 2 ottobre 1968 l’esercito sparò sugli studenti a Plaza de las Tres culturas, a Città del Messico, a due giorni dalle Olimpiadi  Pasquale Coccia Edizione del 28.09.2013 Pubblicato 27.9.2013, 22:40 [https://ilmanifesto.it/mexico-1968-data-da-ricordare/]
  • MASSACRE DE TLATELOLCO – Quand le mai 68 mexicain tournait mal Olivier CHARPENTIER Par Lepetitjournal Mexico | Publié le 08/02/2012 à 00:00 | Mis à jour le 05/01/2018 à 08:30 [https://lepetitjournal.com/mexico/actualites/massacre-de-tlatelolco-quand-le-mai-68-mexicain-tournait-mal-29980]

Note:

[1] Traduzione tratta da événements de mai 1968 – Encyclopédie en ligne La Rousse.

[2] Eletto con successo nel 1958 dando origine alla quinta repubblica.

[3] San pietrini.

[4] La notte delle barricate.

[5] Accordi di Grenelle.

[6] Traduzione di Encyclopédie La Rousse en ligne – événements de mai 1968.

[7] Traduzione di Massacre de Tlatelolco – Quand le mai 68 mexicain tournait mal.

[8] Traduzione di Massacre de Tlatelolco – Quand le mai 68 mexicain tournait mal.

Articolo di

Arianna Taddeo

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