Privacy Policy Il Pifferaio Magico: tra fantasia e realtà - The Serendipity Periodical
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Il Pifferaio Magico: tra fantasia e realtà

Gli antefatti: L’arrivo del pifferaio magico

Il Pifferaio Magico è una delle più famose fiabe dei fratelli Grimm. Molti sanno che deriva da una leggenda popolare tedesca, ma non tutti che la storia, al di là della fantasia, affonda le proprie radici in un fatto realmente accaduto. La fiaba si svolge ad Hamelin, un paesino della bassa Sassonia. In una città ormai invasa dai ratti, i cittadini, che per la loro avarizia non avevano adottato misure adatte a contenerne la proliferazione, si trovavano ormai sull’orlo della disperazione. Proprio sul più bello apparve in città un uomo. Egli raggiunse immediatamente il borgomastro promettendo di liberare il paesino dai topi sotto il compenso di mille monete d’oro. Il borgomastro, incredulo ma comunque disposto a tutto, accettò. A quel punto l’uomo misterioso prese dalla sua sacca un piffero e iniziò a suonare. Tutti i topi uscivano dai granai, dalle case dalle cantine e si gettavano in strada, seguendo il suono di quel piffero. Si dice di come i topi vedessero, grazie a quella musica, castelli di formaggio e granai sempre pieni. Il pifferaio poi, radunati tutti i topi della città, li condusse sulle sponde del fiume Weser dove questi, incantati dalle loro visioni, annegavano gettandosi nell’acqua.

La Vicenda: il pifferaio e i bambini

Il pifferaio, a questo punto, tornò dal borgomastro per esigere il compenso pattuito. In sua presenza, tuttavia, il primo cittadino si rifiutò di pagare. Uscì allora dalla finestra e chiese consiglio ai cittadini avari di Hamelin i quali, concordi col borgomastro, rifiutarono il compenso al pifferaio. Questi, pieno di collera, malediceva tutti, intimando poi di come si sarebbero pentiti di quello spergiuro. Il giorno passò e si fece notte. Nella città addormentata il suono di un flauto cominciò a spandersi per le strade. Magicamente dalle porte iniziarono a uscire dei bambini, i figli dei cittadini spergiuri. Le vie allora si riempirono in un batter d’occhio di tutti i ragazzi della città i quali, seguendo la melodia, raggiunsero il pifferaio. Quando furono alla sua mercé, questi si mosse e, con loro dietro incantati da visioni di balocchi e paesi senza genitori cattivi, giunse alle pendici di una grande montagna che si trovava proprio alle spalle della città. Al suono del piffero, nella montagna si aprì una fenditura dentro la quale tutti entrarono. Subito dopo l’apertura si richiuse, lasciando fuori solo un bambino zoppo a disperarsi per non essere riuscito a raggiungere i compagni. La mattina dopo, i genitori non trovarono i propri figli nei letti. Li cercarono ovunque ma senza successo, finché si imbatterono nel ragazzo zoppo ancora intento a piangere. A quel punto capirono e maledissero loro stessi per il proprio spergiuro.

Tra Fantasia e Realtà

Il più antico riferimento a questa fiaba si trovava in una vetrata della chiesa della città di Hamelin risalente circa al 1300. Della vetrata si trovano descrizioni su diversi documenti del XVI e XVII secolo, ma pare che essa sia andata distrutta. Sulla base delle descrizioni, Hans Dobbertin ha tentato di ricostruirla in tempi recenti. L’immagine mostra il Pifferaio Magico e numerosi bambini vestiti di bianco. Si pensa che questa finestra sia stata creata in ricordo di un tragico evento effettivamente accaduto nella città. Esisterebbe tuttora una legge non scritta che vieta di cantare o suonare musica in una particolare strada di Hamelin, per rispetto nei confronti delle vittime. Nonostante le numerose ricerche, tuttavia, non si è ancora fatta luce sulla natura di questa tragedia. In ogni caso, ho appurato che la parte iniziale della vicenda, relativa ai ratti, è un’aggiunta del XVI secolo; sembra dunque che la misteriosa vicenda di Hamelin avesse a che vedere solo con i bambini.

Il Pifferaio e la Peste

La prima ipotesi che avanzata fu quella dell’epidemia di peste. La epidemie colpirono l’Europa per tutto il Medioevo. Tragicamente famosa fu la peste nera la quale, dal 1347 fino alla prima metà del quattrocento, decimò la popolazione europea. Si potrebbe pensare allora che i bambini fossero stati colpiti da una pestilenza che costrinse la popolazione ad abbandonarli nel tentativo disperato di salvare la città. In questa accezione i topi svolgerebbero un ruolo chiave, essendo stati nel medioevo il principale vettore di diffusione delle pestilenze. Il pifferaio, invece, sarebbe un chiaro riferimento alla morte.

Il Pifferaio e il Mistero

La seconda ipotesi, invece, ci parla di una calamità naturale non meglio specificata che colpì i bambini. Potrebbe darsi di una piena del Weser che li annegò o una frana delle montagne che circondavano Hamelin, fatto sta che le Cronache di Erfurt ci parlano di come, nel 1284, scomparvero ad Hamelin 130 ragazzi, senza specificarne il modo o le modalità:

«Nell’anno 1284, il giorno di Giovanni e Paolo
il 26 di giugno
Da un pifferaio, vestito di ogni colore,
furono sedotti 130 bambini nati ad Hameln
e furono persi nel luogo dell’esecuzione vicino alle colline.»

Nella tradizione indoeuropea

Ciò che infine è da sottolineare è come la fiaba tenda a riutilizzare elementi tipici della tradizione indoeuropea. L’elemento che appare su tutti è come la morte (rappresentata dal pifferaio) porti nelle menti delle persone solamente immagini benigne. La morte, infatti, nelle tradizioni antiche, rappresentava solo un passaggio da una forma a un’altra, spesso ritenuta migliore di quella terrena. L’elemento della zoppia, così come le menomazioni in generale, inoltre, sono sempre state ritenute un elemento di congiunzione tra la vita e la morte, tra il magico e il terreno (la cecità di Omero, ad esempio). L’ultimo elemento da notare è quello della caverna: questa è, fin dalla preistoria, un luogo sacro e, soprattutto, un passaggio verso l’altro mondo. Molti miti in Europa, Asia e America raccontano di un eroe (spesso un cacciatore) che, inseguendo la preda, giunge in una caverna fatata nella quale vivono i Signori degli animali e che si rivela il luogo in cui la selvaggina cacciata rinasce a nuova vita.

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