Covid-19, la letteratura - una valida alleata

Covid-19, la letteratura – una valida alleata

Covid-19, un virus che ha portato la popolazione a riflettere quotidianamente su ciò che più spaventa la nostra specie, la morte

Covid-19, la letteratura - una valida alleata

 

Il Covid-19, protagonista delle vite degli italiani

Covid-19 è il virus che ad oggi, 15 marzo 2020, ha portato alla morte di 5.802 persone in tutto il mondo. Un dato allarmante che nei giorni scorsi ha costretto i governi a riflettere sulla salvaguardia della popolazione mondiale, dichiarando così lo stato di pandemia. La morte, compagna e spesso nemica del genere umano, è ora al centro dei pensieri di tutti. Lo stato attuale dello stile di vita di milioni di persone è stravolto. Conviviamo in modo coatto nelle nostre abitazioni senza la possibilità di uscire liberamente di casa; una misura necessaria per combattere uno dei nemici più letali del 2020. Una situazione di crisi mondiale che insieme stiamo cercando di vivere per sopravvivere.

La letteratura, amica nel disagio quotidiano

La morte nella nostra storia non ha solo suscitato paura, terrore e disagio; ma è stata anche motivo di riflessione, di rinascita e di nuove scoperte. La letteratura si è contraddistinta nel tempo per essere stata un’alleata e un’amica della speranza. Sono stati molti, tanti gli autori nostrani e non che hanno regalato un patrimonio culturale immenso scrivendo opere nate da riflessioni legate al tema della vita e della morte. Non siamo più abituati a trattare la morte, la percepiamo lontana e spesso una materia non di nostra competenza. Dovremmo forse provare a riconoscere la caducità del nostro tempo, riflettendo su cosa significhi un Mondo in via di estinzione. Il Covid-19 è ad oggi nemico bandito dalle strade di ogni città, ma il nostro ecosistema è vittima quotidiana di un morbo più grave, la negligenza e la noncuranza del genere umano. Viviamo in un’ecosistema instabile, dove siamo ospiti senza capire che non siamo altro che il riverbero lontano di una meteora di passaggio.

Covid-19, la letteratura - una valida alleata
immagine di doveecomemicuro.it

Siamo mortali e siamo vivi, un’ambiguità di genere che ci appartiene fin dalla nascita

La Letteratura ha dato un contributo importante circa temi come la morte; fin dai miti dell’antica Grecia sappiamo che Eros e Thanatos sono compagni; ma perché sembra che continuiamo a dimenticarlo? Proviamo a convivere con questa consapevolezza, provando a imparare da chi vi ha riflettuto prima di noi. Nelle poesie di Foscolo ad esempio il desiderio di trovare finalmente la pace grazie alla morte è ricorrente; nelle “Operette Morali” di Leopardi la morte è un perpetuo distruggersi e rinnovarsi delle specie. Nei “Malavoglia” di Verga la morte è tragica, colei che travolge e stravolge; nei “Promessi Sposi” la peste è la morte, dove per morte si intende la speranza di un nuovo mondo nell’aldilà, una ricerca smodata di una salvezza eterna. Nei romanzi di Zola, come “Nanà” la morte rappresenta una metafora della fine di un periodo storico politicamente difficile, quello napoleonico, dove la Francia ha vissuto lasciandosi sopraffare dal piacere. Tolstoj riteneva che la morte fosse liberatoria, un modo per ritrovare finalmente la consapevolezza dei nostri veri sentimenti, distaccandoci così dalle etichette del mondo esterno. In “Dubliners” Joyce racconta della vita e della morte che si intrecciano, i vivi sembrano morti mentre i morti vivono nel ricordo.

“La morte verrà all’improvviso
Avrà le tue labbra e i tuoi occhi
Ti coprirà d’un velo bianco
Addormentandosi al tuo fianco
Nell’ozio, nel sonno, in battaglia
Verrà senza darti avvisaglia
La morte va a colpo sicuro
Non suona il corno né il tamburo”

 

Questa la strofe iniziale di “La morte” di De Andrè, leggiamo e ascoltiamo ora che abbiamo tempo.

Siamo in casa, leggiamo i giornali, ascoltiamo le edizioni speciali dei tg, cerchiamo online informazioni, guardiamo con occhi sconcertati il nostro Presidente del Consiglio parlare all’intera popolazione come forse poche altre volte è successo nella storia. Il pericolo sembrava per noi lontano, eppure in neanche un mese ci siamo ritrovati con 21.157 casi di contagio registrati in Italia. Un presente che ha l’aria di un futuro distopico. Cosa fare quindi mentre siamo in casa, mentre fortunatamente continuiamo a respirare quando altri purtroppo lo fanno a difficoltà? Fare il nostro meglio, dare un contributo, non uscire di casa, leggere i decreti, rispettare le regole. Risposte corrette, risposte dovute. Ma come passare il tempo chiusi in pochi metri quadrati, aspettando di poterci di nuovo riabbracciare? Leggiamo, capiamo l’amicizia che ci lega da secoli alla letteratura; conosciamo meglio noi stessi grazie alla nostra storia e alle pagine scritte da chi prima di noi ha affrontato la morte.

Editoriale

Valeria Magini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto