“Raccontami” il festival internazionale del giornalismo

La XIII edizione Festival internazionale del giornalismo 2019

Si è tenuto a Perugia dal 3 al 7 aprile il Festival internazionale del giornalismo, che alla fine della sua XIII edizione si è riconfermato uno dei media event più importanti a livello nazionale e internazionale.

Sono stati cinque giorni di incontri, riflessioni e dibattiti sulla salute del mondo dell’informazione e sugli eventi più significativi della contemporaneità. Il festival ha riunito giornalisti affermati, accademici, aspiranti giornalisti in circa 300 eventi, ospitati in luoghi suggestivi come il teatro Morlacchi, il Palazzo dei Priori e Palazzo Sorbello. Oltre 600 speaker e più di 100 volontari provenienti da 19 Paesi con tutto lo staff hanno messo in moto questa grande macchina con l’obbiettivo di far riflettere sul ruolo e sul funzionamento dei media oggi e sulle questioni più spinose del nostro tempo.

Molti punti di vista

I temi toccati sono stati tantissimi, si è dato spazio alle minoranze, alle donne e ai diritti umani, si è parlato della disinformazione, del giornalismo investigativo e sono stati mostrati anche i diversi modelli di business possibili nell’era digitale.

Samantha Cristoforetti ci ha spiegato cosa significa essere astronauta e ci ha trasportati con lei a 400km dalla terra, rivelandoci anche dettagli esilaranti e curiosità; Padre Alex Zanotelli ci ha mostrato una realtà che tuttora non riceve l’attenzione che merita e ha esortato i giornalisti a “rompere il silenzio sull’Africa”. E’ intervenuta anche Vladimir Luxuria che ha spiegato cosa significa essere transessuale in questa società e come vengono trattate le notizie che li vedono protagonisti aprendo anche un momento di riflessione.

Raccontami l’Umbria, intervista a Rocco Tolfa

Il festival ha inoltre ospitato la X edizione del premio “Raccontami l’Umbria – Stories on Umbria”, il Premio Internazionale di Giornalismo delle Camere di commercio di Perugia e Terni, che dal 2009 porta nel mondo le storie, le immagini, la bellezza, le tradizioni e il life-style della regione. Tra i vincitori ci sono stati Rocco Tolfa e Marcello Masi che hanno ricevuto il “Premio della giuria” per la puntata girata in Umbria dei “Signori del Vino” trasmesso da RAI 2.

I due giornalisti ci hanno raccontato che il programma è nato con la volontà di far conoscere la storia, la cultura ma anche le leggende legate al vino. L’idea nasce dalla passione per il lavoro della terra intorno ad uno dei prodotti più importanti della storia dell’umanità. Tolfa e Masi riusciti a trasmettere l’amore per questo progetto, la volontà di informarsi e formarsi in prima persona per poi portare nelle case degli italiani un tesoro dal sapore tutto italiano. Oltre ad aver ringraziato la giuria, un sentito ringraziamento è stato fatto anche all’Umbria, piccola grande regione tutta da scoprire che vanta una produzione enologica fondata sul rispetto dell’ambiente.

A parlarci della sua esperienza nel festival e del premio è stato Rocco Tolfa, Caporedattore del Tg2, responsabile delle rubriche Tg2 Motori, Costumi e società, Tg2 Divino, autore e conduttore con Marcello Masi del programma di Rai2 “I signori del vino”.

Era la sua prima volta al festival?

Sì, era la mia prima volta al festival e penso sia un’iniziativa importante perché si ha l’occasione di parlare del contributo del giornalismo nella società e del ruolo importante che ricopre anche per la presa di coscienza delle persone su determinate realtà e evidenzia il valore del giornalismo nella società.

Lei è venuto per ricevere un importante premio, com’è stato?

Ricevere il premio mi ha fatto molto piacere perché, con Marcello Masi, siamo stati scelti dai colleghi che hanno riconosciuto il nostro lavoro che racconta il territorio umbro e mette in evidenza l’importante patrimonio dell’Umbria che rispetto ad altre regioni più grandi è piccolo ma ricco e prezioso.

Sente di consigliare quest’esperienza agli aspiranti giornalisti?

Per chi vuole fare il giornalista è un’esperienza affascinante perché si ha l’opportunità di confrontarsi con persone che hanno realizzato il sogno di entrare in questa professione. Si ha la possibilità di essere lì e capire bene in cosa consiste fare giornalismo, comprendendone la bellezza ma anche i rischi che si possono correre facendo l’inviato o il giornalista d’inchiesta.

 

Intervista di

Giuliana Pecorilli

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