La Prima Intifada palestinese

La Prima Intifada palestinese è una rivolta popolare tra popolazioni arabe, scoppiata nel 1987

Era il 9 dicembre del 1987, quando un incidente stradale tra un camion e un taxi provocò la morte di quattro palestinesi a Jabaliya. Al volante dell’autocarro c’era un israeliano. Questo evento ha segnato l’inizio della Prima Intifada, termine arabo che indica nella fattispecie i vocaboli italiani “rivolta” o “sollevazione”. Siamo nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania e sono gli anni della Prima Intifada palestinese. Una rivolta delle popolazioni arabe nei territori palestinesi occupati da Israele. Le violenze e le proteste durarono cinque anni dopo l’incidente, fino all’agosto del 1993, data in cui si è posto fine alla guerra grazie alla firma degli Accordi di Oslo. Venne creata l’Autorità Nazionale Palestinese.

Evento che ha fissato la conclusione della Prima Intifada palestinese

Capire meglio cosa è successo significa spesso tornare indietro nel tempo e ripercorrere eventi storici non sempre piacevoli. In questo caso bisogna viaggiare a ritroso per ritornare agli anni in cui le difficoltà ebbero inizio. Il 1948 è l’anno in cui Israele diventa uno Stato. Lo scopo è quellodi dare una patria agli ebrei nella loro terra d’origine. 9 dicembre 1987: Prima Intifada palestinese. In Palestina il territorio era però già abitato da circa un milione di arabi palestinesi che, in seguito alla proclamazione dello Stato di Israele, furono costretti a rifugiarsi nei territori vicini a causa dello scoppio improvviso della guerra.

La guerra dei sei giorni

Nel 1967, con la guerra dei sei giorni, Israele ha annesso altri territori confinanti tra cui la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, abitati da arabi palestinesi. Quì i nuovi coloni ebrei hanno ricevuto ingenti finanziamenti dallo Stato Israeliano, mentre gli arabi hanno iniziato a vivere in condizioni precarie, senza diritti politici. Nel 1964 nasce l’organizzazione per la liberazione della Palestina, guidata da Yasser Arafat. A partire dal 1969 l’OLP si batte per il ritiro di Israele, per il riconoscimento di uno Stato palestinese, e per la distruzione dello Stato di Israele stesso. L’OLP organizza anche azioni terroristiche, fra cui numerosi dirottamenti aerei e il sequestro e l’uccisione di atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Ma la vera rivolta, la Prima Intifada, si ha nel 1987 quando nei territori occupati si verifica l’incidente automobilistico che vede la morte di quattro palestinesi. Manifestazioni di protesta dilagano sia a Gaza sia in Cisgiordania. Israele risponde con la forza, provocando molte vittime fra i dimostranti.

La ribellione dei palestinesi, dapprima spontanea, diventa ben presto molto organizzata. Giovani palestinesi lanciano pietre contro carri e soldati, mentre adulti organizzano scioperi, manifestazioni e boicottaggi. La Prima intifada dura cinque lunghi anni. Molto alto è stato il numero delle vittime: più di 1000 palestinesi, circa 200 israeliani. Nel 1993 con i negoziati di Oslo si arriva ad una conclusione momentanea del conflitto. I trattati prevedono il ritiro degli israeliani da Gaza e dalla Cisgiordania, il diritto palestinese all’autogoverno in queste due aree e il riconoscimento dell’OLP come interlocutore politico da parte del governo israeliano. Il processo di pace tra i due popoli incontra però molti ostacoli. Ulteriori incomprensioni porteranno nel 2000 allo scoppio della Seconda intifada.

Articolo di

Valeria Magini

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