Most Beautiful Island: suspense e molto altro

Most Beautiful Island: suspense e molto altro

“Most beautiful island” è stato l’evento di chiusura del Festival del cinema spagnolo

Un festival, quello del cinema spagnolo, che viene ospitato a Roma da ormai 11 anni. La sera del 8 maggio al cinema Farnese era presente anche Ana Asensio, autrice, regista, protagonista e produttrice del film che è anche la sua opera di esordio dietro la macchina da presa. Colpisce la semplicità della trama, la spontaneità dei dialoghi scarni e quotidiani accostati ad atmosfere allucinate e cariche di suspense.  L’intero film non ha momenti morti nonostante i lunghi silenzi sempre carichi di significato. Ovviamente non è un film perfetto e a volte presenta alcune ingenuità però di certo non annoia, tiene incollati allo schermo ed è capace di dare tanto una scarica di adrenalina quanto un ottimo spunto di riflessione.

Proprio questo era l’obbiettivo dell’autrice che,

come ha affermato dopo la proiezione, aveva scritto il copione ben sei anni fa in seguito ad un’esperienza personale. Questo l’aveva portata a porsi delle domande non solo sulla condizione delle donne immigrate ma anche più in generale sulla vita delle persone che vivono nel caos dilagante di una metropoli, cercando di sopravvivere giorno dopo giorno. La protagonista è infatti una donna spagnola con un passato difficile alle spalle che cerca di andare avanti affrontando non solo i suoi traumi ma anche la città che tutto inghiotte.

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Questo la porta ad accettare qualsiasi tipo di lavoro finché non incappa in qualcosa di più pericoloso che distribuire volantini vestita da pollo. Sarebbe un crimine svelare il finale all’interno del quale si trova la chiave di volta per interpretare tutto il film.  La conclusione però non è l’unica metafora dell’opera che nasconde simboli in ogni dove. Interessante è l’uso della macchina da presa che a tratti sembra avere una volontà documentaristica, questo è rimarcato anche dal fatto che, ad eccezione dei ruoli principali, molti attori sono gente del posto che a volte non sa neanche di essere ripresa. Asenzio ha inoltre affermato che in alcune scene il copione è stato accantonato e lei, come regista, ha preferito guidare gli attori tramite l’intenzione che muove il personaggio piuttosto che con nero su bianco. Di certo un esperimento interessante come d’altro canto l’intero film.

Note:

per maggiori informazioni visitare il sito: www.cinemaspagna.org

Articolo scritto da,

Simona Ciavolella

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