Let's do the Time-Warp again

Let’s do the Time-Warp again

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Traduzione e commento di The Rocky Horror Picture Show

Introduzione

Quando si impara una lingua straniera si compie spesso l’errore di considerare gli elementi che la compongono come una semplice lista di regole grammaticali, vocaboli da imparare, espressioni idiomatiche da utilizzare alla qualsivoglia occorrenza. Quel che si dimentica è la necessità del contesto socio-culturale in cui una lingua si sviluppa, cresce, si modifica, e di come i parlanti della determinata lingua cambiano insieme ad essa.

Questo contesto diventa fondamentale in uno dei rami dell’albero linguistico: quello della traduzione. Parlando di traduzione, la conoscenza approfondita del contesto culturale, sociale, in cui si muove una lingua d’origine del testo da tradurre, la source language (SL), è indispensabile per poter garantire una traduzione adeguata in una lingua d’arrivo, target language (TL). A causa delle differenze culturali tra le lingue e i paesi in cui si parlano, è conseguenzialmente naturale che il testo della source language non sempre avrà un corrispettivo esatto nella target language. [1]

Un traduttore, tenendo a mente questo elemento dovrà essere in grado, prima ancora di iniziare a tradurre, di interpretare il senso del discorso su cui andrà a lavorare –ha una vena comica, drammatica? Ci sono allusioni? Quali sono il ritmo e il registro del testo? Che connotazione hanno i termini usati? Il rapporto formalità/informalità cambia nel passaggio SL>TL? Questi interrogativi possono portare a quelli che generalmente sono indicati come Problemi Traduttivi, nel passaggio dalla source language  alla target language che sono ciò che costringe il traduttore a fare delle scelte che sacrificano il significato letterale di ciò che appare nella SL per mantenerne il senso.

I problemi traduttivi si riscontrano nei vari tipo di testo e in quelli presi in considerazione in questo lavoro di tesi, che si avvale della discussione su un doppio linguaggio, quello cinematografico, e quello musicale.

Questa tesi di laurea, si propone infatti come esercizio di traduzione e parziale adattamento del musical d’inflessione angloamericana The Rocky Horror Picture Showspettacolo teatrale del 1973 e pellicola cinematografica del 1975, scritto Richard O’Brien e prodotto da Jim Sharman,- che manca di una traduzione in italiano ufficiale, sebbene vanti di ben due diverse traduzioni pensate per i sottotitoli, una dello stesso 1975 e una alla fine degli anni ’90, e un adattamento teatrale, nessuna ancora soddisfa pienamente il testo pensato da O’Brien, pieno di allusioni, giochi di parole, riferimenti alla cultura fantascientifica che fa da background al musical.

Questo lavoro di tesi è articolato in tre parti:

Nella prima, articolata in tre capitoli, espongo il contesto storico e culturale che ci porta nel ventesimo secolo a parlare di musical in America, e negli anni ’70 di The Rocky Horror Picture Show. È proposto un excursus dei maggiori avvenimenti che hanno segnato la storia del musical europeo, che hanno portato alla nascita del Rock Musical, seguendo poi con gli elementi specifici che si riconoscono all’interno del musical di ‘O Brien, attraverso la presentazione dei personaggi da lui scelti e sfaccettati. Si conclude questa parte con la mia proposta di traduzione per il musical più cult del secolo scorso.

Nella seconda parte, articolata anche questa in tre capitoli, ho ritenuto opportuno inserire la storia della traduzione e lo sviluppo dei Translation Studies a cui segue, finalmente la mia personale analisi delle categorie relative ai problemi traduttivi riscontrati, e alcuni esempi tra quelli che ho reputato più interessanti e stimolanti da risolvere.

La terza parte, composta da un solo capitolo, si occupa dell’adattamento in italiano di tre delle tracce del musical, seguendo un approccio di fedeltà nell’adattamento, nei confronti della traduzione.

Fortunatamente la tecnica traduttiva, in quanto scienza, si avvale di molta teoria. Libri su libri sono stati scritti nel corso degli anni. Quindi gli spunti per compensare le addizioni e sottrazioni che il testo subisce durante il processo traduttivo non mancano. Meno sappiamo, attualmente della traduzione musicale, che è un oggetto di studio ben più recente.

Note:

[1] M. Pavesi. La Traduzione Filmica. Aspetti del parlato doppiato dall’inglese all’italiano, Carocci, Roma, 2014.

Bibliografia:

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  • De Mauro T. Capire le parole. Roma, Laterza, 2002
  • Eco. U. Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione., Milano Bompiani, 2013.
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Sitografia:

Martina Russo

Relatore

Prof.re Alessandro Gebbia

3 commenti su “Let’s do the Time-Warp again

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