Privacy Policy Sirene, la voce dagli abissi di Ivonne Mussoni - The Serendipity Periodical
Sirene, la voce dagli abissi di Ivonne Mussoni

Sirene, la voce dagli abissi di Ivonne Mussoni

Sirene, di Ivonne Mussoni, è un percorso poetico negli abissi dell’io alla volta di una nuova rinascita

Iniziando a leggere Sirene di Ivonne Mussoni, edito da Giulio Perrone Editore, bisogna addentrarsi prima di tutto nella mitologia classica. Diversamente dall’imaginario collettivo, forgiato più dal canone Disney che non dalla mitologia, le sirene sono figure mitologiche la cui iconografia si è evoluta nel corso dei secoli e le prime rappresentazioni di queste non sono prettamente legate al mondo marino. Nella mitologia greca sono rappresentate con corpo di uccello e volto di vergine e considerate figure ctonie; soltanto successivamente la figura della sirena inizia ad essere rappresentata con coda di pesce e busto di fanciulla.

Sirene- Credits www.poetarumsilva.com

Voce

Riflettendo sull’evoluzione di questa figura ci si rende subito conto che le grandi costanti sono due, il canto e la capacità di risvegliare la parte irrazionale racchiusa nell’uomo. La Sirena, metà donna e metà bestia, è capace di risvegliare forze ataviche sepolte nell’animo umano, sondare gli abissi dell’interiorità grazie alla sua voce e farli emergere alla luce del sole. Una luce quasi palpabile all’interno del canzoniere, la scrittura di Ivonne Mussoni infatti possiede una luminosità intrinseca forse perchè, come nei quadri di Caravaggio, tanto più forte è il buio quanto la luce risalta all’occhio. Una voce chiara e limpida che ci porta a guardare il mondo e le emozioni in maniera delicata e potente allo stesso tempo.

Sirene

Tenendo presente questa premessa possiamo ora avvicinarci a Sirene di Ivonne Mussoni, un testo capace di traghettarci in un viaggio negli abissi più profondi per farci riemergere insieme alla sirena, come dire alla poetessa, per rinascere abbandonando la vecchia vita alle spalle. La Sirena, che diviene metafora della sensibilità poetica, usa la sua voce per mettere l’uomo di fronte all’abisso, per farlo confrontare con il suo io più profondo. L’intento è chiaro e viene annunciato nella lirica d’apertura:

Per la tua, la vostra noia terrestre
sono emersa dall’acqua.
Perché non sapete restare di faccia all’abisso
e scappate e seguite la mia voce voragine.
Legge naturale è smarrirsi
per vostra profonda natura
sentite il richiamo
dell’essere persi per sempre.
Perderò la mia voce
per potervi tenere come il più grande dei segreti.
Solo guardarmi negli occhi è ritornare
nell’esatto luogo dove
per la prima volta e senza fine
avete smarrito la rotta
e siete davvero, per poco, esistiti.

Smarrire la rotta per poi trovare la strada, Mussoni ci conduce con il suo canto in un percorso che riecheggia dal profondo degli abissi fino alla terra ferma. L’opera si articola in quattro sezioni I cerchi sull’acqua, Quasi mezzogiorno, I cerchi sott’acqua e Sulla terra; già dai titoli delle sezioni si evince la volontà di un viaggio quasi catartico, una profonda immersione dell’io nell’io poetico per poi riemergere nuovi, purificati e con voce cristallina.

Sirene, la voce dagli abissi di Ivonne Mussoni
Sirene-Credits www.nuoviargomeni.net

Il senso di perdita

L’intero viaggio catartico che affrontiamo con l’autrice all’interno della raccolta poetica è velato da un senso di malinconia e abbandono. La ricerca della voce poetica e dell’io in quanto tale portano la sirena, la poetessa ed il lettore a scavare nell’abisso e inevitabilmente a lasciare i pesi che ci zavorrano per riemergere finalmente a pelo d’acqua. La rinascita è dolorosa, quasi una morte e una nuova venuta al mondo; abbandonare tutto, muoversi senza legami e bagagli. La sirena, proprio perché diversa dall’uomo, diviene un essere capace di sentire di più, nel bene e nel male. L’amore abbandonato, allontanato, perso pesa con forza maggiore sulle spalle di questo essere mitologico che non su quelle umane.

Eravamo quasi donne
nel poco che mancava
lucertole, uccelli, meduse,
tempeste,
orsi e serpenti.
La cosa più vicina
all’essere perfette.
Era quel drastico esserne vicine
a farci sentire più forte il bene
e così il dolore,
a qualcuno è permesso l’inciampo del petto

l’errore

ma a quelli di tutta altra specie
più lontani dal silenzio smisurato dei fondali.

Sirene, la voce dagli abissi di Ivonne Mussoni
Ivonne Mussoni- Credits www.corriereromagna.it

Ivonne Mussoni

Ivonne Mussoni nasce a Rimini, classe 1994, e si laurea in Italianistica e Culture letterarie europee presso l’Università di Bologna. Esordisce con la plaquette A un quarto d’ora d’universo (Heket,2013), successivamente pubblica la silloge poetica La corrente delle cose ultime (Giulio Perrone Editore, 2017). Alcune tra le sue poesie sono presenti nell’antologia Centrale di transito (Giulio Perrone Editore, 2016) e in Abitare la parola. Poeti nati negli anni Novanta (Giuliano Ladolfi Editore, 2019). Ha ricoperto il ruolo di assistente alla direzione artistica del festival Parco Poesia dal 2016 al 2019.

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