Privacy Policy Antonio Fogazzaro: figura emblematica dell’occulto - The Serendipity Periodical
Antonio Fogazzaro: figura emblematica dell’occulto

Antonio Fogazzaro: figura emblematica dell’occulto

Antonio Fogazzaro nell’800 si contraddistingue nel panorama letterario italiano per i suoi scritti anticonvenzionali

Occulto è un termine che deriva dal latino “occultus” e si riferisce alla conoscenza di ciò che è nascosto o del soprannaturale, quindi in antitesi alla conoscenza del visibile. Nel panorama letterario italiano ottocentesco, una figura riconducibile all’occulto è sicuramente quella di Antonio Fogazzaro (Vicenza, 25 marzo 1842 – Vicenza, 7 marzo 1911). Fin da bambino ha avuto un’educazione legata alla presenza di vari religiosi nell’ambiente familiare. Dotato di una ricca e varia cultura, resta legato anche nell’ambientazione dei suoi romanzi a un’elegante e raffinata società alto-borghese e aristocratica. Cattolico moderato e aperto, mantiene una convinta fedeltà agli ideali risorgimentali; e nella sua inquieta ricerca di un rapporto tra tradizione cattolica e cultura contemporanea cerca di far uscire il cattolicesimo dalla sua condizione di chiusura culturale.

Antonio Fogazzaro: figura emblematica dell’occulto
Antonio Fogazzaro, immagine presa da www.vicenzareport.it

Questo suo fervore conoscitivo lo porta ad una serie di contraddizioni che emergono anche nella sua narrativa, disegnando personaggi travagliati e problematici, e rappresentando mondi densi di presenze. Il suo modo di raccontare è di stampo naturalistico, ma nel ritrarre la realtà cerca di definire intrecci di sogni e di sensazioni, suggestioni musicali e paesaggistiche, richiami del mistero. Fogazzaro definisce le forme di una narrativa cattolica moderna, capace di esprimere le contraddizioni tra la più sincera sensibilità religiosa e il mondo contemporaneo. Questa tendenza, purtroppo, ha avuto scarso seguito nella nostra letteratura. Il suo vero esordio letterario avviene piuttosto tardi con la pubblicazione della novella in versi “Miranda” del 1874, ma raggiunge l’apice del successo solamente nel 1881 con il romanzo “Malombra”.

Malombra, il romanzo del successo

Con questo romanzo Fogazzaro raggiunge risultati di estrema suggestione narrativa pieni di tensione. Tra la rappresentazione di un piccolo mondo aristocratico e paesano ed una sottile indagine psicologica, domina l’affascinante figura della marchesina Marina di Malombra e le contraddizioni che agitano Corrado Silla, scrittore senza successo, ma pieno di aspirazioni, che si sente chiamato da una missione etica e spirituale. L’intellettuale sospeso tra grandi ideali e qualcosa che gli impedisce di realizzarli sarà una figura costante in tutta la narrativa di Fogazzaro, così come lo saranno le inquietanti presenze femminili piene di fascino ambiguo.

Lo scenario è fosco e arcano: un palazzo nobiliare sullo sfondo di un paesaggio lombardo lacustre e montano carico di suggestioni romantiche. Un ruolo molto importante è giocato anche dai lati psicologici e distruttivi della donna, chiusa nella sua disarmante bellezza, in un disprezzo del mondo e della propria condizione poiché orfana e ospite nel palazzo dello zio. Marina è convinta di essere la reincarnazione di una donna che abitava nel palazzo della quale ha ritrovato un delirante messaggio, e crede di vedere in Corrado la reincarnazione del suo amante. In tutta la narrazione c’è un vivo senso di mistero e le diverse tensioni che percorrono il romanzo non trovano un vero equilibrio conservando un qualcosa di irrisolto e di acerbo.

Per saperne di più, la trama

Antonio Fogazzaro: figura emblematica dell’occulto
Immagine presa dal sito “Mister Tannus

Su un treno che Fogazzaro definisce “un mostruoso serpente”, un viaggiatore dal “ferreo destino” si dirige in un paese sconosciuto. Questo viaggiatore è Corrado Silla, un giovane scrittore milanese autore del romanzo “Un sogno”, firmato con lo pseudonimo di Lorenzo, che giunge di notte nel tetro palazzo del conte Cesare d’Ormengo in un paese su un lago lombardo. Il conte affida a Corrado il compito di scrivere un saggio scientifico-letterario, pertanto lo invita a restare nella sua dimora. Nella stanza che gli viene assegnata, Corrado nota con stupore alcuni mobili ed oggetti appartenenti alla sua famiglia. Il giorno dopo scoprirà di una profonda amicizia che legava sua madre e il conte. Nel palazzo è ospite anche la nipote del conte, la giovane Marina di Malombra che subito colpisce l’attenzione di Corrado.

Lo scrittore è attratto da Marina, ma lei lo respinge perché pensa che sia il figlio illegittimo di suo zio e che quest’ultimo voglia che loro due si sposino. Marina vive come in un incubo: ha scoperto un manoscritto di una sua antenata di nome Cecilia che era stata rinchiusa nelle sue stesse stanze dal marito, il padre di suo zio, perché accusata di tradimento fino a diventare pazza e a morire. Alcune parole colpiscono particolarmente l’attenzione di Marina: “Quando nella seconda vita avrò ritrovato e letto il presente manoscritto, m’inginocchierò immediatamente a ringraziar Dio; quindi, paragonati i miei capelli d’adesso a quelli d’allora, provato il guanto e guardata l’immagine nello specchio, spezzerò a quest’ultimo il vetro.” Tra lucidità e delirio psichico, Marina crederà di essere la reincarnazione di Cecilia, vorrà quindi vendicarsi del suo persecutore che identificherà nello zio e crederà che Corrado sia il suo amante.

Antonio Fogazzaro: figura emblematica dell’occulto
Antonio Fogazzaro

Marina, un giorno, si ritrova a leggere il romanzo “Un sogno” di Lorenzo, il cui autore non era altro che Corrado Silla. Decide così di scrivergli una lettera non sapendo si trattasse di lui, firmandosi con il nome di Cecilia e Silla le risponde pensando di scrivere ad una nobil donna. Inizia così tra i due una corrispondenza epistolare che sarà poi interrotta da Corrado. Nei giorni seguenti, durante una partita a scacchi, Marina racconta a Corrado di essere stata offesa dalle parole contenute in una lettera ricevuta, parole che Corrado riconosce come sue, si rende così conto che la corrispondente Cecilia non è altro che Marina. Corrado decide quindi di lasciare il palazzo e di tornare a Milano.

Intanto, arrivano al palazzo alcuni parenti, tra questi un cugino che vorrebbe sposare la marchesina Marina per ereditare le ricchezze del conte. Con loro arriva anche la dolce Edith, figlia di Steinegge, il segretario del conte. Steinegge ed Edith decidono di trasferirsi a Milano per vivere una nuova vita insieme, così inaspettatamente Corrado ed Edith si incontrano, poiché il giovane ora è un allievo del caro amico Steinegge. Nasce in Corrado un’attrazione sentimentale per Edith e sentendo parlare del matrimonio tra Marina e il cugino, crede di aver dimenticato la passione che provava per lei.  Edith lo comprende ed è un’anima a lui affine, lo ama, ma non vuole lasciare da solo suo padre e per questo respinge Corrado che nel frattempo ricomincia a pensare a Marina.

Con grande sorpresa Corrado riceve un telegramma da Marina che gli annuncia che il conte è gravemente malato. In realtà è lei la causa della sua apoplessia, avendogli rivelato di essere l’antenata Cecilia tornata per vendicarsi. Corrado decide quindi di tornare dal conte per fargli visita insieme ad Edith e Steinegge. Quando Corrado arriva al palazzo, Marina gli mostra il manoscritto ritrovato e vuole convincerlo di essere la reincarnazione di Cecilia. Corrado rimane sconvolto dalla pazzia di Marina ed intanto nell’altra stanza il conte Cesare sta morendo. Marina sembra tutt’altro che dispiaciuta. La marchesina perde completamente il lume della ragione: pensando che Corrado non la ami più lo uccide con un colpo di pistola al cuore augurandogli buon viaggio. La giovane riesce a fuggire e scompare con la sua imbarcazione nel lago.

Bibliografia:
  • FERRONI, Giulio, Storia della letteratura italiana dall’ottocento al novecento,
    Mondadori università
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Malombra_(romanzo)

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