Blut und Boden

Sangue e suolo

Le Heimat, luogo non necessariamente natio, ma nel quale ti senti accolto, e i Vatareland, la terra dei padri, la patria, erano abitati da persone, ma la vera Heimat e il vero Vaterland secondo la mentalità nazionalsocialista erano abitati dalla razza superiore ariana. Tra la patria e i suoi “figli” e abitanti intercorre un forte legame. Questo legame viene espresso dai nazionalsocialisti con il binomio Blut und Boden, letteralmente “sangue e suolo”. Bisogna precisare che questo binomio è apparso prima dell’ufficiale presa di potere del NSDAP: per la precisione esso campeggiava sin dal 1° aprile 1929 sulla testata dell’omonimo periodico fondato da Georg Kenstler[1] in appoggio alla Landsvolkbewegung. Ma venne ripreso da Walther Darrè[2], il quale scrisse anche un trattato sul tema intitolato Neuadel aus Blut und Boden,  in italiano “La nuova nobiltà di Sangue e Suolo” [3].

La figura del contadino

Darrè, basandosi sulla filosofia del Blut und Boden, intendeva rivalutare il contadino in quanto la sua figura stava perdendo il ruolo che aveva in passato e che avrebbe ancora dovuto avere, cioè inesauribile serbatoio etnico della razza nordica, unica razza nobile e perfetta. Questo punto è ripreso inoltre da Julius Evola [4], di cui si riporta la citazione “il vero tipo nordico non sarebbe stato quello del conquistatore, ma quello del contadino; se si vuole del contadino armato e pronto a difendersi, ma pur sempre del contadino” [5]. E’ proprio il contadino ad essere considerato nobile e serbatoio di sangue puro poiché è costantemente a contatto con il suolo, con il Vaterland, e quindi direttamente con le radici della superiore razza germanica.

L’importanza del contadino nel Nazionalsocialismo

E’ importante ricordare che il contadino ha un duplice ruolo nella mentalità nazionalsocialista: oltre a quello di mantenere la purezza del sangue tedesco, subentra anche quello di nutrire il popolo con il sudore della fronte. Proprio su questo duplice compito del contadino è fondamentale ricordare la poesia del barone Börries von Münchhausen [6], che ha colto in pieno il concetto che Darrè proponeva dell’uomo legato dal sangue alla propria terra:

CHE COSA SIAMO !

Nati per l’elmo e lo scudo,

Per essere la sicurezza del Paese,

Per essere Ufficiali del Re,

Fedeli ai nostri antichi costumi

In mezzo ai nostri contadini:

Ecco che cosa siamo!

Coltiviamo le nostre terre,

Preserviamo le nostre foreste

Per i nostri figli e i nostri nipoti.

Ridete pure degli antenati!

Essi sono i custodi dei soli beni

Che il denaro non vi può dare.

In mezzo ai traffici e alle marcature

Noi restiamo in piedi, a testa alta,

Da cavalieri incorruttibili.

Con la nostra tranquilla potenza

Conserveremo al nostro Suolo quello che ha di più prezioso:

La forza contadina tedesca.

 

Darrè nel suo testo ha esplicitamente sottolineato che la vita a contatto con il suolo è assolutamente migliore di quella nella moderna “bara di cemento”.

La concezione della donna

Ma come preservare la nobiltà di sangue nordico nel Volk? A questo proposito subentra la donna. Essa ha un ruolo fondamentale nella preservazione della razza in quanto generatrice di nuova vita ed in quanto persona che deve accogliere dentro di sé il futuro nobile. Era quindi fondamentale che la donna soddisfacesse determinate caratteristiche. Darrè, infatti, divide le donne in quattro categorie, a seconda che potessero partecipare più o meno attivamente, o per nulla, al processo riproduttivo. Inoltre questa suddivisione in categorie riflette anche la concezione della donna considerata come “puro strumento di conservazione della razza” [7]. Darrè scrive: “secondo Winkel (Frauenkunde), su 100 donne tedesche, 14, in base alle osservazioni mediche, hanno gli organi riproduttivi incontestabilmente sani; 86 li hanno difettosi o malati” [8].

Le categorie di donne

Secondo l’autore, esse sono:

  • CLASSE I: è quella a cui appartengono tutte le ragazze il cui matrimonio sembra auspicabile sotto ogni punto di vista.
  • CLASSE II:  appartengono tutte le altre ragazze contro cui, dal punto di vista della discendenza, non vi sia alcuna opposizione di principio.
  • CLASSE III: è quella a cui appartengono tutte le ragazze contro il cui matrimonio non vi siano obiezioni, ma che devono astenersi dalla procreazione.
  • CLASSE IV: appartengono tutte le ragazze contro il cui matrimonio e procreazione vi siano gravi obiezioni.

Darrè intende inoltre sottolineare che ogni forma di harem è assolutamente proibita, in quanto la monogamia deve essere osservata e conservata come solida base morale del nobile popolo tedesco. Il binomio dalle forti caratteristiche filosofiche Blut und Boden è risultato così importante per i nazionalsocialisti che ha dato il via ad un vero e proprio filone letterario denominato “Blut und Bodenliteratur“: essa era utile alla rappresentazione della quotidianità regionale nella visione del Nazionalsocialismo.

Note:

[1]  August Georg Kenstler (1899 – 1941), pubblicista tedesco-romeno. (www.treccani.it)

[2]  Richard Walther Darrè (1895 – 1953), ministro per l’agricoltura e l’alimentazione sotto il Terzo Reich, ma dal 1929 responsabile della politica rurale nazionalsocialista. Inoltre fu uno dei fondatori della Deutsches Ahnenerbe insieme ad Himmler. (Richard Walther Darrè: La nuova nobiltà di sangue e suolo. Edizioni di Ar 1978. Titolo originale dell’opera: Neuadel aus Blut und Boden München 1939)

[3]  Richard Walther Darrè: La nuova nobiltà di Sangue e Suolo. Edizioni di Ar 1978. Titolo originale dell’opera: Neuadel aus Blut und Boden München 1939

[4]  Julius Evola (1898 – 1974), filosofo, pittore, scrittore, poeta ed esoterista italiano. (www.treccani.it)

[5]  Julius Evola: Il mito del Sangue. Edizioni di AR; 3 edizione (31 agosto 2009)

6]  Börries Albrecht Conon August Heinrich von Münchausen (1874 – 1945), scrittore tedesco. Autore della raccolta Ballate. dopo la prima guerra mondiale, che lo vide combattere al fronte, si ritirò nel suo castello di Windischleuba, dove morì suicida. (www.treccani.it)

[7] Richard Walther Darrè: La nuova nobiltà di sangue e suolo. Edizioni di Ar 1978. Titolo originale dell’opera: Neuadel aus Blut und Boden,  München 1939. Pag 41.

[8] Richard Walther Darrè: La nuova nobiltà di sangue e suolo. Edizioni di Ar 1978. Titolo originale dell’opera: Neuadel aus Blut und Boden,  München 1939.

articolo di

Erika Inderst

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