Il Tropicalismo – un nuovo Brasile

Il Tropicalismo fu un movimento di rottura con la tradizione musical-culturale degli anni ’50 brasiliana

Il Tropicalismo grazie a Caetano Veloso, tra il 1967 e il 1968, si sviluppò apportando considerevoli cambiamenti alla cultura musicale e culturale brasiliana più conosciuta e apprezzata all’epoca legata per lo più a generi quali la samba, la bossa nova, il folk il rock e il pop. Questo movimento, noto oggi come uno dei più importanti cambiamenti artistici brasiliani, durante gli anni ’60, in cui il boom dell’industria musicale trovò nella nascita del rock la sua più grande espressione, fu fortemente d’impatto per l’innovazione artistica del Paese. Il rock infatti, dopo aver conquistato l’Europa, cominciò a essere sempre più apprezzato anche in America del sud. Ma per arrivare alla nascita del Tropicalismo bisognò aspettare l’innovazione apportata dal Brasile, un Paese che nonostante il forte legame con la bossa nova, genere nato grazie a Vinicius De Moraes, Joao Gilberto e Antonio Carlos Jobim, ha cambiato la visione artistica in ambito musicale e letterario.

I tropicalisti e la loro musica

Il termine “Tropicàlia” nacque da un’espressione artistica di Hélio Oiticica; questi rese il Tropicalismo il movimento con cui denunciare il “cannibalismo” culturale e musicale della società. L’espressione di Hélio Oiticica, utilizzata dal musicisti come Caetano Veloso e dal poeta Oswald de Andrade fu quello di proporre qualcosa di unico e che fosse veicolo di una cultura nuova. I tropicalisti con i loro nuovi arrangiamenti musicali, servendosi di sonorità diverse grazie alla chitarra elettrica, unirono in un unico tipo di musica i diversi generi che fino agli anni ’50 avevano dominato nel Paese. Dal punto di vista della composizione testuale i cambiamenti linguistici furono diversi. La musica iniziò a essere sempre più connessa alla letteratura e alla poesia brasiliana, per provare a unire l’identità tradizionale del Paese con le spinte avanguardiste.

Il festival della Musica Popular Brasileira

Il Tropicalismo riuscì a suscitare sempre più interesse nel pubblico brasiliano a partire dal terzo Festival della Musica Popular Brasileira, noto come MPB, una vera e propria competizione canora. Durante il festival, evento organizzato presso il teatro Vila Velha di Bahia, i tropicalisti si presentarono sul palco con strumenti musicali poco consueti e decisamente innovativi per le orecchie del pubblico brasiliano. L’evento venne mandato in onda dall’emittente televisiva “TV Exelcior”, una fra le maggiori dell’epoca la quale contribuì a consacrare l’esplosione del nuovo genere musicale. In Brasile la necessità di cambiamento artistico trovò nel Tropicalismo la sua espressione. Caetano Veloso con il singolo manifesto “Tropicalia” dell’omonimo album ha permesso così agli artisti brasiliani iniziare a esprimersi in antitesi alla cultura tradizionale. Il festival, trasmesso nel 1967, ebbe un tale successo da poterlo ancora oggi considerare un episodio storico della musica brasiliana. I tropicalisti sono riusciti a influenzare la musica brasiliana in modo rapido, riuscendo a far fare passi in avanti alla cultura del Paese. Il nazionalismo tipico della cultura brasiliana che plagiò l’arte tradizionale venne completamente contrastato dall’anticonformismo dei tropicalisti. Questi ultimi con la loro musica controcorrente hanno permesso al gruppo di artisti di Salvador de Bahia di diventare simbolo del cambiamento.

L’atto istituzionale AI-5 e la fine del movimento

Il regime militare brasiliano col passare del tempo si dimostrò sempre più contrario alla musica dei tropicalisti accusandoli di essere i principali fautori delle rivolte popolari. Imputarono i testi delle loro canzoni come testi contrari al governo e soprattutto contro il decreto AI-5, l’atto istituzionale che dopo il golpe del ’68 sancì un regime militare totalitarista, il quale indicò i tropicalisti parte di alcuni gruppi di guerriglia. L’album maggiormente osteggiato dalle truppe militari fu “Tropicalia: Ou pan et cicensis “, singolo in cui il senso di ribellione e la voglia di libertà sono i temi principali. Mentre la musica continuava a essere vittima del regime, nel frattempo le strade delle città brasiliane erano invase da rivolte contro il governo, dove masse di studenti persero la vita venendo pestati a sangue. Si arrivò all’incarcerazione di Giberto Gil e Caetano Veloso, i quali vennero imprigionati con il pretesto di aver cantato l’inno brasiliano modificandone le parole criticando così la bandiera Auriverde. I due vennero condannati ai domiciliari. Dopo 4 mesi, nel ‘69, scelsero l’esilio decidendo di stabilirsi nella Redesdale street 16 di Chelsea, vivendo in Inghilterra per 3 anni; i due tornarono in Patria solamente nel 1972.

La semana de arte moderna del 1922 e il manifesto antropofago di Oswald de Andrade

A semana de arte moderna fu una vera e propria manifestazione artistico-culturale tenutasi nel teatro municipal di San Paolo nei giorni che vanno dall’11 al 17 febbraio del 1922, anno dell’exploit culturale brasiliano, dando inizio al modernismo brasiliano. Gli artisti che presero parte a questa manifestazione furono i primi a opporsi a un Brasile arretrato culturalmente che necessitava di un nuovo status quo. Oswald de Andrade e il suo manifesto antropofago pubblicato nel ’28 trasformò il mito dell’indigeno cannibale in un movimento culturale e di protesta, che finalmente alla fine degli anni ’60 divenne popolare e largamente apprezzato.

 

Articolo di

Fabrizio Bianchi

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