Spirale come guida: un confronto tra Nature di Emerson e Lateralus dei Tool

Esiste sempre un qualcuno o qualcosa di superiore, più perfetto, (quasi) irraggiungibile che governa la natura e la vita, nonostante ci siano punti di vista diversi, idee diverse, religioni diverse e raisons d’être diverse.

In questa visione, è possibile confrontare una canzone rock con un paio di punti chiave del saggio di Ralph Waldo Emerson, Nature?

In Nature (1836), R. W. Emerson cerca di evidenziare la vera essenza della natura, considerata non solo come l’ambiente in cui vive l’uomo, ma anche come la Legge che regola la vita, ciò che un’entità superiore e difficilmente raggiungibile ha donato all’uomo, come manifestazione di ragione e amore.

Gli esseri umani, o per lo meno, la maggior parte di essi, sono “limitati”

Essi vivono all’interno di una determinata natura, la usano cercando di ottenere quanto più possibile da lei, senza però essere propriamente riconoscenti per cos’è la natura e in che modo essa ci fa essere parte di lei. Solo pochi individui possono avvicinarsi alla comprensione di come la natura funzioni: secondo Emerson, è il poeta il “prescelto” che può raggiungere, comprendere e apprezzare i processi naturali, attraverso la bellezza data dalla divinità della natura.

Nel capitolo III di Nature, l’autore si focalizza sull’occhio, indicato come the best of artist e the best of composer (il migliore degli artisti e il migliore dei compositori); l’occhio è considerato anche come il primo “strumento” che gli umani hanno per percepire la bellezza della natura.

È importante evidenziare le parole usate all’inizio del capitolo: la parola usata è cosmos (κοσμος in greco), attualmente è usata per indicare tutto l’ambiente in cui vive l’uomo (dal giardino delle nostre case alle stelle dell’universo).

Gli antichi greci usavano questo termine con il significato di “bellezza”; nel saggio, Emerson si rifà all’antico significato della parola, legandolo a diverse idee, come quella di perfezione naturale che risana corpo e mente, e di spiritualità nella natura, la cui bellezza include intelletto, la razionalità umana e l’arte, quest’ultima come rappresentazione del mondo.

Un dio che guida

Nei capitoli VI e VII (Idealism e Spirit) vi sono alcuni elementi assai importanti, specialmente poiché essi sembrano aver influenzato la canzone che verrà presa come esempio nelle parti seguenti: l’idea di qualche dio, o Spirito supremo, che governa il mondo e la vita è uno degli elementi centrali in questo saggio.

Come già accennato, solo una piccola parte dell’umanità può capire il modo in cui la natura funziona, e il poeta è il prescelto: grazie alla sua passione eroica, egli può comunicare il piacere di essere parte della natura, e inoltre, può provare a spiegare il potere di Dio attraverso lo spirito presente nell’anima, indicata come “la manifestazione dell’esistenza della bellezza della natura”.

Un ulteriore punto importante nel saggio è il riconoscimento che lo Spirito supremo, attraverso la natura, vuole guidare l’uomo verso l’eternità: una volta che si ammette che l’uomo non è un’entità separata, ma parte della natura, si può capire che la proiezione di dio sulla natura può guidare l’uomo (in questo caso, ovviamente, il poeta) quasi a toccare il suo spirito, ottenendo così the golden key which opens the palace of eternity (la chiave dorata che apre il palazzo eterno).

Tutti questi elementi sembrano far parte della genesi della canzone che si andrà ad analizzare

Lateralus è una canzone di genere progressive metal della band americana Tool e condivide diversi elementi con i capitoli di Nature di cui sopra.

La struttura – sia musicale che lirica – della canzone segue la forma della spirale. Questa forma matematica rappresenta l’idea di continuità e di espansione, in modo ciclico: essa è presente (più o meno) in ogni elemento della natura, come approssimazione della sezione aurea.

Chiari esempi sono la forma della conchiglia di alcuni molluschi, la forma frattalica dei broccoli romaneschi, le onde (sia quelle concentriche, come quelle create da un sasso gettato in uno stagno, sia quelle del mare), il movimento della Terra (considerando entrambi la rotazione e la rivoluzione attorno al Sole), e, infine, la forma e l’espansione dell’universo (come la nostra galassia, la Via Lattea, che ha la forma di una doppia spirale).

La spirale

Questa idea di una figura originata in un punto “zero” e che cresce, continuando ad espandersi, è presente dall’inizio della canzone: essa inizia con un semplice riff di chitarra, accompagnato da una linea di basso di un’unica nota ripetuta in modo cadenzato; poi, la batteria entra in scena, dando il ritmo, e dopo alcuni secondi il suono della chitarra esplode.

È da notare il titolo provvisorio della canzone, 987, che è un riferimento al ritmo utilizzato (essendo una canzone progressive metal, essa ha un tempo dispari, 9/8 + 8/8 + 7/8, anche per creare un suono particolare), ma anche alla successione di Fibonacci (987 è il sedicesimo numero della successione numerica).

La successione di Fibonacci in musica

La struttura lirica segue la successione di Fibonacci: questa è una successione matematica, in cui un numero è dato dalla somma dei suoi due numeri precedenti (per esempio, 1 = 0+1, 2 = 1+1, 3 = 2+1, 5 = 3+2, e così via). Se si prova a riportare su un grafico la successione, succede qualcosa di interessante: si crea una spirale.

Lyrics N. of syllables
Black 1
Then 1
White are 2
All I see 3
In my infancy 5
Red and yellow they came to be 8
Reaching out to me 5
Lets me see 3

 

Come si nota dalla tabella, il numero delle sillabe aumenta e diminuisce, seguendo la forma di una doppia spirale.

L’elemento chiave della canzone è la parte centrale

in cui sia musica che liriche manifestano come un qualcosa di superiore, supremo e ordinato regoli il funzionamento dell’universo, in modo simile a ciò che è descritto nel saggio di Emerson: l’andare oltre le linee della comune razionalità permette all’uomo di raggiungere i suoi obiettivi, di sentirsi connesso con tutto ciò che lo spirito perfetto ci dà, come la bellezza (di cui l’uomo è testimone) che è il potere che conduce l’uomo allo spirito supremo.

Oscillando su questa spirale, quindi, l’uomo giunge in contatto con la divinità che è nel mondo, presente anche all’interno dell’essere umano, che però, continua a essere umano.

I embrace my desire to…
Feel the rhythm
To feel connected
Enough to step aside and
Weep like a widow
To feel inspired
To fathom the power
To witness the beauty
To bathe in the fountain
To swing on the spiral
Of our divinity and
Still be a human

L’intera parte finale della canzone segue una struttura che ricorda la spirale, tutti e tre gli strumenti (chitarra, basso e batteria) seguono il ritmo enfatizzato dalle liriche, che sembra imitare le curve perpetue della spirale. Attraverso i versi finali keep going, spiral out, keep going, la canzone finisce in una lenta dissolvenza.

Diversi elementi della canzone sembrano riferimenti all’idea emersoniana di bellezza naturale come proiezione perfetta dello spirito supremo attraverso il mondo e la mente umana.

Articolo di

Pierpaolo Prevete

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